CERRO AL VOLTURNO – Il Tribunale di Roma assolve da ogni accusa il manager Mario Mazzocco

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CERRO AL VOLTURNO – Dopo tante traversie giudiziarie assolto in via definitiva dal Tribunale di Roma perché il fatto non sussiste il cerrese Mario Mazzocco, per un ventennio direttore generale di aziende private e pubbliche. Ai primi anni 2000, mentre era dirigente di aziende sanitarie pubbliche, era finito in carcere per 17 giorni con le accuse di associazione a delinquere a fini corruttivi, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico.

E’ finita la lunga storia giudiziaria che dai primi del 2000 aveva interessato e travolto il cerrese Mario Mazzocco, per un ventennio direttore generale presso aziende private e pubbliche. Il Tribunale di Roma ha appena pronunciato la sentenza definitiva sulle complesse vicende giudiziarie del Mazzocco, chiamato a rispondere di associazione a delinquere a fini corruttivi, abuso d’ufficio e falso in sussiste. “Finalmente è finita -ha dichiarato all’indomani dell’assoluzione l’interessato- l’interminabile odissea che mi ha riguardato sul piano personale, umano e professionale. Ne esco pulito e a testa alta, con somma soddisfazione mia, della mia compagna e dei miei figli. Unico mio enorme ed imperdonabile rammarico non aver potuto condividere con mia sorella Anna, che tanto aveva patito per quanto capitatomi, questa piena assoluzione in quanto scomparsa il  5 maggio scorso”. Veniamo alla complessa storia giudiziaria di Mario Mazzacco, che all’epoca dei fatti interessò tantissimo l’opinione pubblica sia molisana che nazionale per la consistenza della vicenda e i nomi che restarono implicati. Le accuse innanzi citate, con misure restrittive in carcere per 17 giorni, vennero contestate al molisano dalla Procura di Roma nel corso delle indagini sulla famosa “Lady Asl”, quando Mario Mazzocco ricopriva l’incarico di direttore generale dell’Asl Roma 1 della Regione Lazio. L’accusa sosteneva che Lady Asl per farsi accreditare provvisoriamente una delle sue aziende sanitarie operante sul territorio di competenza di Roma 1 avrebbe dato al Mazzocco la somma di € 500.000, somma però mai riscontrata da alcun prelievo bancario, data e luogo di consegna. Durante le prime indagini nonostante non fossero emerse prove sull’avvenuta corruzione del Mazzocco, l’accusa -convinta del contrario- incaricava la Guardia di Finanza di effettuare accertamenti sui conti correnti e sul patrimonio immobiliare non solo del dirigente generale molisano ma anche dei figli, dell’ex moglie, della sorella e della compagna. Da tali accertamenti , compresi quelli sul consistente patrimonio immobiliare del Mazzocco, costituito da una villa e due appartamenti a Roma, una villa a Campomarino e una villetta a Cerro al Volturno, non emerse alcunché di irregolare. Tutti gli acquisiti erano stati effettuati con carte di credito, assegni e bonifici bancari ampiamente tracciabili. Sulla conclusione del tutto le prime dichiarazioni di Mario Mazzocco, temporaneamente a Cerro al Volturno, suo Comune natale, mentre oggi è Rima la città di residenza  : “Non ho mai avuto dubbi sulla mia assoluzione -ha asserito l’uomo- perché non avevo commesso alcun reato. Intanto ho già incaricato i miei legali di procedere alle richieste di risarcimento per danni morali, materiali e gestionali e per le mancate retribuzioni per otto anni, ossia per il periodo dell’iter giudiziario che mi ha riguardato. Peccato che mia sorella Anna sia scomparsa senza apprendere della mia piena assoluzione e quindi della completa innocenza del fratello”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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