CRONACA – Aggredito in casa da tre rapinatori, spara e ne uccide uno: “Ho solo difeso la mia famiglia”

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CRONACA – Due versioni dei fatti, un rapinatore morto e un altro caso di difesa personale (se più o meno legittima lo stabiliranno gli inquirenti) destinato a far discutere. E’ successo in una villetta di via Matteotti a Lucino, frazione di Rodano (Milano). I ladri sono entrati nell’appartamento e hanno rubato le armi del padrone di casa, che poco dopo li ha scoperti. Loro, quindi, hanno aperto il fuoco e lui, Rodolfo Corazzo, ha reagito, uccidendo uno dei tre ladri, di circa 30 anni. I suoi due complici, invece, sono riusciti a scappare. Al momento della rapina, in casa c’erano Corazzo, commerciante che si occupa di televendite di gioielli, sua moglie e la loro figlia di 10 anni. Ancora da chiarire la dinamica. Sentiti deirumori sospetti, secondo una prima versione, l’uomo ha sparato un colpo in aria. A quel punto, però, i malviventi hanno risposto all’avvertimento aprendo il fuoco, non è ancora chiaro se con armi proprie o sottratte al proprietario di casa. Corazzo allora ha sparato all’indirizzo dei ladri, colpendone uno a morte.

Secondo ulteriori ricostruzioni, invece, fatte sulla base delle dichiarazioni del padrone di casa e ora al vaglio degli inquirenti, le cose sarebbero andate in maniera completamente diversa. Arrivato a casa col proprio motorino poco prima delle 21, mentre oltrepassava il cancello Corazzo è stato aggredito alle spalle da tre persone, che lo hanno colpito con pugni e schiaffi al volto e al collo. Dopo averlo strattonato, lo hanno costretto ad aprire la porta di casa e a spegnere le telecamere a circuito chiuso che sono all’interno della sua villetta a due piani. Con i rapinatori, incappucciati e con accento straniero, il commerciante ha cercato di essere collaborativo, secondo quando riferisce il suo avvocato, ma una volta dentro casa è scoppiato il conflitto a fuoco, la cui dinamica è ancora tutta da chiarire. L’unica (mezza) certezza è che le armi utilizzate nella sparatoria sono tutte di proprietà del padrone di casa, che le deteneva legalmente e che, occupandosi di televendite di gioielli, è solito girare armato. Fatto sta che dopo un primo colpo sparato in aria dal commerciante, uno dei rapinatori ha reagito e risposto al fuoco. A quel punto il malvivente, di una trentina d’anni, è stato colpito: morto sul colpo. I suoi complici, invece, sono riusciti a fuggire.

“Erano a volto coperto, parlavano italiano ma con accento straniero e hanno aggredito il mio cliente – ha detto l’avvocato di Corazzo, Piero Porciani – Lui ha cercato di collaborare, ha chiesto che non fosse fatto del male alla sua famiglia ed è stato malmenato. Ha sparato un colpo in aria, prima di sparare ad uno dei malviventi per difendersi”. Il legale, poi, ha fornito ulteriori dettagli su quanto è accaduto: “Stava cercando di mediare: ‘Io vi do quello che ho ma non fate male ai miei familiari’. Ma questo evidentemente non è bastato ai rapinatori” ha spiegato Porciani, secondo cui “i rapinatori avevano un’arma e poi ne hanno rubata un’altra. Il proprietario di casa ha esploso un colpo intimidatorio dopo aver subito anche delle percosse. Il ladro ha reagito e il mio assistito a sua volta ha sparato, colpendolo. Hanno minacciato di fare del male alla bambina – ha aggiunto il difensore – E’ una persona che tornava a casa dopo una dura giornata di lavoro e si è trovato in casa personaggi di questo tipo”.

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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