COSTUME E SOCIETA’ – Crocifisso nelle scuole, la lettera aperta dell’ex docente Tonino Atella

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COSTUME E SOCIETA’ – Non molliamo in materia di difesa ed affermazione della religione cattolica, la nostra religione per cultura, fede e storia nelle scuole pubbliche statali. E’ quanto mi sento di affermare nell’apprendere di atteggiamenti tutt’altro che irreprensibili in materia da parte di dirigenti scolastici sul territorio nazionale, dirigenti che nello specifico dovrebbero avere -purtroppo non ne sono possesso- tutt’altri atteggiamenti  per guidare istituzioni pubbliche preposte alla migliore crescita delle future generazioni. Lo dico quale ex docente di materie letterarie nelle scuole medie statali, alla luce di un’esperienza in tal senso vissuta personalmente nella Scuola Media Statale di San Pietro Infine, nell’alto Casertano al confine col Molise occidentale, e condotta felicemente in porto grazie all’unanime appoggio di scolaresche, famiglie ed autorità religiose ed amministrative del luogo. Di seguito la espongo perché si rifletta su quanto sta accadendo oggi in Italia in materia di affermazione e difesa della religione cattolica nelle scuole pubbliche e per significare che le cose oggi in essere hanno radici profonde, vengono da lontano ed è necessario più che mai ribadire a gran voce e con motivazioni fondate alla mano la nostra fede, unitamente a cultura  e storia di un intero popolo. Si era nella prima metà degli anni ’90 e, constatata l’assenza -a seguito forse di eventuali deterioramenti verificatesi nel corso di anni scolastici precedenti- di Crocefissi all’interno della scuola media statale di San Pietro Infine, sezione staccata di Rocca d’Evandro, quale fiduciario della citata sezione staccata proposi agli studenti -tra cui anche ragazzi originari del Sud America e dell’est europeo adottati da famiglie del posto-  di apporre Crocefissi nelle aule, nel corridoio e nella sala professori (in tutto cinque ambienti). Gli alunni all’unanimità e con slancio convinto ed immediato condivisero l’idea del loro professore e seduta stante feci scrivere sui diari di ciascun alunno avviso alle famiglie per informarle dell’iniziativa e verificare il loro assenso, che già all’indomani non tardò ad arrivare tramite la firma di condivisione in calce all’avviso del giorno precedente. Occorreva a quel punto comprare i Crocefissi, il cui costo era molto contenuto, ma per conferire il giusto senso all’iniziativa si propose agli scolari che li comprassero coi loro risparmi. I ragazzi, con una partecipazione bellissima, spontanea e volontaria, si autotassarono ben volentieri e in men che non si dica misero assieme il denaro occorrente. Parallelamente venne data notizia dell’iniziativa in itinere all’amministrazione comunale del luogo, che si mostrò subito favorevole, e si concordò col Parroco della Chiesa Madre, ovviamente a sua volta consenziente, su tempi, benedizione dei Crocefissi e cerimonia ufficiale di apposizione degli stessi all’interno della scuola, presenti alunni, genitori, docenti, personale ausiliario, amministratori comunali , dirigente scolastico ed eventuali cittadini del luogo. Il dirigente infatti era stato preventivamente e doverosamente contattato dallo scrivente per metterlo al corrente dell’iniziativa. Il capo d’Istituto però non si espresse a favore di quanto si andava facendo, anzi mi invitò a riflettere e soprassedere per evitare …  .“Cosa c’è da evitare, Preside ?”, ribattei convinto. “Alunni, famiglie, Parroco, docenti, personale ausiliario della scuola, amministrazione comunale e collettività cittadina sono del tutto favorevoli ad apporre i Crocefissi, simbolo di fede e sacrificio di Chi salì in croce per salvare l’umanità intera, nella scuola in quanto non ce ne sono. La invito perciò a nome personale e di tutti i protagonisti della vicenda a presenziare alla cerimonia quale Dirigente Scolastico. Ho il dovere di informarla che la cerimonia stessa  avverrà domani nel corso della mattinata scolastica. Sarà tenuta, Dirigente, anche in Sua assenza. A nome di tutti i sicuri partecipanti all’evento La ringrazio anticipatamente della Sua presenza, che sarà oltremodo gradita”. L’indomani il Dirigente arrivò nella sezione staccata, venne accolto e si procedette con unanime soddisfazione ad apporre nelle tre aule della sezione, nella sala docenti e nel corridoio i cinque Crocefissi che gli alunni avevano comprato ed il Parroco aveva benedetto.

L’atteggiamento poco convinto e titubante del Dirigente Scolastico, alla fine comunque consenziente una volta resosi conto probabilmente dell’unanimità dei consensi a fare, altro non era se non un primo ed  inquietante segnale -seppure all’epoca timido ed appena accennato- di quanto anni dopo (cioè oggi) sarebbe avvenuto sotto la spinta di posizioni ed imposizioni del tutto illogiche, fuori luogo ed improponibili, che mirano a mortificare la fede religiosa di un intero popolo e di tutta una nazione, ossia quel Cattolicesimo in cui la stragrande maggioranza degli italiani crede. No ! Non va consentito ad alcuno di calpestare la cultura e la storia italiane di sempre in tema di religione, non bisogna mollare ma ribadire i diritti del popolo italiano che sono di una linearità unica : rispetto dei credi altrui, premessa l’assoluta e prioritaria libertà di affermare a tutti i livelli la religione della nazione che ospita ed accoglie. Tanto è necessario per non ritrovarci domani con le nostre future generazioni sbandate, disorientate e calpestate nei loro ideali di fede. Abbiamo tutti noi il diritto/dovere di confermare con assoluta tranquillità ed altrettanta fermezza il nostro Credo religioso, che nessuno può e deve mettere in discussione a casa nostra.

Prof. Antonio Atella

già Docente di Materie Letterarie nelle Scuole Medie Statali

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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