VENAFRO – Ambiente e salute pubblica: Gaetano Patriciello chiede un incontro urgente con chi ha autorizzato gli insediamenti inquinanti

ristorante il monsignore venafro
faga gioielli venafro isernia cassino
eventi tenuta santa cristina venafro
stampa digitale pubblicità black&barry venafro
pasta La Molisana
Smaltimenti Sud

VENAFRO – Un paio di anni fa lanciai un allarme, insieme con il comitato “Mamme per l’ambiente e per la salute”. Chiedevamo che si accertassero le cause dell’abnorme aumento dell’insorgenza di gravissime patologie nella nostra zona, a confine tra le regioni di: Molise, Campania e Lazio. Tumori che stroncano giovani vite, malattie respiratorie di estrema gravità e tutta una serie di disfunzioni, la cui percentuale, ormai, supera decisamente la media nazionale e il trend locale registrato fino a trenta quarant’anni fa.

Ci chiedevamo allora, come ci chiediamo oggi: quali sono le cause di questo fenomeno così preoccupante?

C’entrano qualcosa le fabbriche che rilasciano emissioni nell’ambiente? Certo, oggi ci sono e prima no (quelle fabbriche), qui ci sono e altrove (qui intorno) no. Ma sono anche in altri posti, non qui intorno ma comunque altrove. E lì la gente non si ammala a centinaia su cinquantamila abitanti, non muore a decine su centinaia di ammalati!

Insieme con noi se lo chiedono: altri imprenditori, dirigenti di Organizzazioni (come, tanto per citarne una, la Coldiretti), la popolazione tutta.

A distanza di tanto tempo, non solo non abbiamo avuto risposte ma sull’argomento è calato un silenzio tombale. In tutti i sensi, purtroppo! Perché? Se sono stati fatti i necessari accertamenti e le cause non sono venute fuori, che facciamo? Ci mettiamo una pietra sopra (!) e giriamo la testa da un’altra parte? E lasciamo che la gente continui ad ammalarsi, a morire?

Riprendiamo il ragionamento.

Nella Piana si è promossa e messa in atto un’industrializzazione, all’epoca voluta da tutti, che ha modificato notevolmente la struttura socio-economica di tutta la zona. E questo è stato un bene. Tant’è vero che oggi, in presenza delle tante difficoltà dell’industria in questa parte della regione, il Governo ha riconosciuto la cosiddetta “area di crisi”, con le connesse provvidenze di legge, anche di natura economica. La stragrande maggioranza delle fabbriche ha portato e porta alle popolazioni della Piana lavoro e quindi benessere, senza causare inquinamento, non solo ambientale ma nemmeno sociale, per fortuna.

Ma in merito alle fabbriche con emissioni costanti ed evidenti è scattata una sorta di campanello di allarme.

  • Siamo sicuri dell’assenza di nocività?
  • Siamo sicuri del fatto che siano rimasti invariati i progetti, le condizioni e i limiti in base ai quali, a suo tempo, sono stati autorizzati i singoli insediamenti?
  • All’epoca del rilascio, era prevista l’attivazione di forni? A quali condizioni? Entro quali limiti? Per quali combustibili?
  • Siamo sicuri del controllo costante, minuzioso e rigoroso del rispetto delle regole imposte da ciascuna autorizzazione?

Queste domande aspettano risposta: pronta, chiara e documentata. È per questo che oggi riprendiamo l’iniziativa, con forza maggiore e maggiore concretezza, lasciando ai politici il piacere di trastullarsi con il teatrino della politica e mettendo, invece, in agitazione un Gruppo di azione popolare, deciso ad andare fino in fondo. Coinvolgeremo tutta la società civile, non solo in un movimento di popolo ma nell’attuazione di un progetto di ricerca, che scovi le cause, snidandole, scavando in profondità. Cause delle quali pretenderemo la  rimozione, per mettere fine a un genocidio strisciante che si sta consumando sotto lo sguardo distratto e ottusamente indifferente di controllori che magari non controllano bene e di operatori che magari operano male.

Tutto questo non significa chiusura delle fabbriche, assolutamente no. Le fabbriche le abbiamo volute e vogliamo che ce ne siano anche altre. Niente va chiuso, nessuno va licenziato, nessun investimento va rifiutato. Quello su cui non si può transigere, invece, è il rispetto rigoroso, assoluto delle regole. Controlli minuziosi, approfonditi, costanti, seri… Tolleranza zero per qualsiasi deviazione dal rispetto della legge, dalla trasparenza, dalla tracciabilità delle procedure. Altrimenti non vanno chiuse le fabbriche ma vanno chiusi i gestori: in galera! Con la salute non si scherza e meno che mai si scherza con il futuro. Una generazione è già fortemente compromessa, non compromettiamo anche quelle che verranno!

E se tutto è in regola, se non c’è rapporto di causalità tra emissioni e insorgenza di patologie, allora bisogna cercare le cause altrove. Ma senza fermarsi se non si trovano! Le Istituzioni preposte facciano fino in fondo il loro dovere: monitoraggio, indagini epidemiologiche, registro dei tumori…

Per quanto ci riguarda, ce la metteremo tutta, ricorrendo anche all’autotassazione, per l’organizzazione del Gruppo di azione popolare che trasformi le parole in fatti. Agiteremo il problema senza sosta, tutti i giorni, in tutte le forme, in tutti i luoghi. La difesa della vita è legittima: è legittima difesa, appunto. Auguriamoci di non essere costretti a invocarla perfino in sede giudiziaria!

Certo, se uno sbocco giudiziario ci sarà, diciamo fin da ora che ci costituiremo parte civile.

Nell’immediato, la nostra prima azione sarà quella di richiedere un incontro urgente: con chi, all’epoca, ha autorizzato gli insediamenti; con chi, nel corso degli anni, ha controllato il rispetto delle condizioni di partenza; con i responsabili della tutela dell’ambiente. Subito dopo metteremo in mora tutti gli Organi competenti, perché la gravità della situazione è stata troppo a lungo sottovalutata e per nessun motivo dobbiamo tollerare l’inerzia e l’indifferenza fin qui registrate. Siamo tenuti a farlo per i nostri figli e per il futuro della nostra terra.

 

Gaetano Patriciello

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Facebooktwittergoogle_plusmail

Pubblicità »

colacem
Maison Du Café Venafro
Futuro Molise
pasticceria Di Caprio
panettone di caprio
faga gioielli venafro isernia cassino

resta aggiornato »

WhatsApp Molise Network

LAVORA CON NOI »

PUBBLICITA’

Pubblicità »

faga gioielli venafro isernia cassino
panettone di caprio
Maison Du Café Venafro
pasticceria Di Caprio
Futuro Molise
colacem

resta aggiornato »

WhatsApp Molise Network

LAVORA CON NOI »

Aziende in Molise »

  • Maxi affari

    MAXI AFFARI

    by on
    Maxi affari srls SS85 Venafrana, 25+600 86077 Loc. Trivento Pozzilli (IS) © RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Bar il Centrale Venafro

    BAR IL CENTRALE

    by on
    Bar il Centrale Corso Campano, 34 – 86079 Venafro (IS) Telefono 0865 904280 © RIPRODUZIONE RISERVATA
  • power car officina meccanica venafro

    POWER CAR

    by on
    Power Car srls SS 85 Venafrana, 10 – 86079 Venafro (IS) Telefono 0865 900951 © RIPRODUZIONE RISERVATA
  • ASSIKURA ASSICURAZIONI

    by on
    Assikura assicurazioni di Siravo Fabrizio Via Alessandro Volta n. 4, 86079 Venafro (IS) Telefono 0865 250669 Cell. 335 1550250 © RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Forte Carni E Salumi La Porchetta

    FORTE CARNI E SALUMI LA PORCHETTA

    by on
    “Forte” Carni E Salumi La Porchetta Via Atinense, 86077 Pozzilli (IS) Telefono 371 3358072 © RIPRODUZIONE RISERVATA
  • La Taverna di Camillo

    LA TAVERNA DI CAMILLO

    by on
    La Taverna di Camillo Via Maria Pia di Savoia, 125 – 86079 Venafro (IS) Telefono 342 1267431 © RIPRODUZIONE RISERVATA
  • DIMENSIONE SPORT

    by on
    Dimensione Sport Corso Campano, 173 – 86079 Venafro (IS) Telefono 0865 902217   © RIPRODUZIONE RISERVATA
error: