LAVORO – Dal Molise col carbone, la Befana della Uil bacchetta Renzi

Black&berries Venafro
Assicurazioni Fabrizio Siravo

CAMPOBASSO – Nella calza della Befana, Renzi non troverà dolci che lo premiano, ma soltanto carbone, tanto carbone. Glielo hanno consegnato, quest’oggi, i lavoratori pubblici della UIL che ne hanno portato sacchi in Piazza Montecitorio.
La singolare protesta, a cui ha aderito anche la Uil Molise,  si è svolta alla presenza di Carmelo Barbagallo, segretario generale UIL, di dirigenti delle categorie del pubblico impiego del sindacato, di una folta delegazione di lavoratori che aspettano da anni il rinnovo del loro contratto di lavoro.
“Se davvero l’Italia vuole puntare sullo sviluppo e dare una qualche sostanza ai timidi segnali di ripresa economica e occupazionale deve mettere al centro dell’iniziativa l’efficienza della Pubblica Amministrazione ed i diritti dei lavoratori pubblici che ne sono il motore. Cominciando dal rinnovo del loro contratto di lavoro. Il sindacato è pronto a sedersi subito al tavolo del confronto con il Governo, anche se le premesse (300 milioni stanziati con la legge di stabilità, quando lo stesso esecutivo continua a elargire mance col fine di garantirsi il consenso) non fanno certo ben sperare”, afferma Tecla Boccardo, leader della UIL molisana che ha partecipato all’iniziativa romana.
“Ho portato il carbone a Renzi e al Governo, ma come potevo non pensare anche al nostro Molise? – commenta  – In regione la pubblica amministrazione è, purtroppo, il solo grande datore di lavoro. Le difficoltà economiche in cui ci dibattiamo, la limitatezza dei redditi delle nostre famiglie sono la risultante anche del blocco della contrattazione. E non mi pare proprio che, a livello di amministrazioni pubbliche locali, ci sia lo sprint nell’affrontare i problemi: siamo in ritardo nella riprogrammazione della sanità e del socio assistenziale, non c’è una lucida strategia nell’affrontare la soppressione delle province e nella ricollocazione del personale, giusto negli ultimi giorni dell’anno è esploso il problema della protezione civile e ieri c’è stato il confronto con la regione sui centri per l’impiego. E, nel frattempo, le prefetture a rischio di soppressione, la chiusura ventilata delle strutture della giustizia, la riarticolazione delle scuole, lo spostamento possibile degli uffici statali”.
“Quello che manca del tutto – continua Boccardo – è un progetto complessivo di ammodernamento della macchina pubblica, e ci si arrabatta a cercare una soluzione per i precari delle province e delle camere di commercio, si vivacchia tra i ritardi disastrosi nell’implementazione delle competenze in sanità, non si affrontano le questioni delle Agenzie delle entrate e quelle dei ministeri, si rimanda nel tempo il riordino delle amministrazioni locali, si lascia l’innovazione di processo e di prodotto a qualche amministratore di buona volontà, si acconsentono gli sprechi e poi non ci sono risorse da investire nella valorizzazione dei lavoratori (ognuno di loro sta in formazione per mezz’ora media annua…). Se va migliorato il rapporto fra lo Stato ed i cittadini, se costoro non devono essere trattati da sudditi ma poter fruire di servizi di qualità e realizzati con velocità ed efficienza, serve un piano straordinario per il lavoro pubblico e questo lo si imposta con i contratti di lavoro, con almeno 100 mila assunzioni di nuove professioni e con un serio confronto – conclude – con il sindacato”.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Facebooktwittergoogle_plusmail

PUBBLICITA’ »

Colacem
Ferrovie del Gargano

Resta aggiornato »

Pubblicità »

PUBBLICITA’ »

Colacem
Ferrovie del Gargano

Resta aggiornato »

Pubblicità »

Aziende in Molise »

error: