VENAFRO – Porta del Molise, presenta il Castello Pandone e il Museo Archeologico. Visitatori in aumento

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CULTURA – A Venafro, “porta del Molise”, nel punto di incontro con Lazio, Campania e Abruzzo, si presentano al pubblico il Museo archeologico ed il Castello Pandone, frutto del lavoro delle strutture territoriali del Ministero per i beni e le attività culturali.

Cifre confortanti, millenovecentocinquanta ingressi tra paganti e non, per le visite al Museo archeologico di Venafro, ospitato all’interno del monastero seicentesco di Santa Chiara, in cui aveva trovato sede il piccolo museo civico istituito nel 1931 in seguito ai ritrovamenti archeologici del 1919 in località Terme di S. Aniello. Oltre all’antica raccolta il museo conserva anche i ritrovamenti provenienti dai recenti scavi archeologici che hanno permesso di conoscere meglio l’insediamento sannitico e la Venafro di età imperiale. Mentre sono cinquemilacinquecento i visitatori al Castello Pandone di Venafro, il cui accesso è gratuito.

Il castello è una struttura megalitica, i cui resti sono visibili alla base del mastio longobardo. Lo sviluppo del complesso fortificato si ebbe nella seconda metà del X secolo; il conte longobardo Paldefredo e i suoi successori potenziarono la fortezza con l’elevazione di un recinto quadrangolare con almeno due torrioni. Con l’avvento dei Normanni, il castello e il borgo subirono ingenti danni per opera delle truppe di re Ruggero II d’Altavilla. Nel periodo angioino furono realizzati un fossato e le tre grandi torri circolari a base tronco-conica. Nel 1443, con gli aragonesi, il castello passò alla famiglia Pandone. Il conte Francesco commissionò l’ampliamento del fossato e la costruzione di una braga merlata, mentre Enrico, all’inizio del Cinquecento, trasformò la struttura in residenza, facendo realizzare il loggiato, il giardino, e l’importante decorazione pittorica (1522 – 1527) raffigurante i migliori cavalli del suo famoso allevamento. Dopo la decapitazione di Enrico per il tradimento verso Carlo V, il feudo passò ad altre famiglie tra cui i Lannoy, che apportarono ulteriori modifiche all’architettura e alle decorazioni, accentuando il carattere residenziale del castello.

Oggi l’antico maniero è arricchito dalla importante pinacoteca nazionale che si affianca all’attrattiva della struttura medievale ed agli splendidi cavalli a rilievo affrescati al suo interno. Puntiamo ad un trend positivo anche per l’anno che è appena iniziato”. Analoghe prospettive positive per il Museo Nazionale di S. Chiara, dove si stima che per il 2016 aumenteranno ospiti e visitatori grazie ad importanti innovazioni all’orizzonte. A breve infatti aprirà alle visite l’annessa Chiesa di S. Chiara, le cui attrattive e bellezze interne richiameranno senz’altro nuovi ospiti. E’ quanto auspica Rino Palomba, neo responsabile del polo museale di Venafro.

In conclusione, sono stati 7.450 gli accessi nelle due strutture cittadine del Ministero dei Beni Culturali. Queste le cifre relative al 2015, anno che ha fatto registrare una confortante ripresa in tema di visitatori nei due complessi cittadini rispetto ai numeri degli anni precedenti.

s.chiara

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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