UNIVERSITA’ – Degrado delle terre, parte il progetto targato Unimol

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CAMPOBASSO – Il degrado delle terre colpisce l’Italia in maniera significativa per il circa il 25% del territorio nazionale ed in particolare le regioni centro meridionali, meridionali e insulari (Campania, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sardegna e Sicilia) dove, oltre allo stress di natura climatica, la pressione spesso non sostenibile delle attività umane sull’ambiente sta determinando una riduzione della produttività biologica ed agricola ed una progressiva perdita di biodiversità degli ecosistemi naturali.
Tale fenomeno  riveste oggi una maggiore e preoccupante incidenza per le recenti variazioni del regime climatico ed ha effetti diretti sulle proprietà del suolo e sulla vegetazione, ancor più poi nei paesi economicamente avanzati, (consumo del suolo, compattazione, copertura, eccessive attività agricole non sostenibili).
A livello mondiale, gli effetti dell’alterazione del suolo (desertificazione, salinizzazione, inquinamento, siccità) colpiscono più di 1,5 miliardi di persone in oltre 110 paesi, il 90% dei quali vive in aree a basso reddito.
Secondo l’UNEP (United Nations Environment Programme), ogni anno si perdono, solo per l’erosione idrica o eolica dei suoli, fino a 50.000 km2 di terre fertili, cioè circa un sesto del nostro territorio nazionale, con un costo stimato per mancata e persa produttività che supera, mediamente, i 40 miliardi di dollari anno. La necessità di fermare o prevenire i processi di degrado ha sollecitato la comunità scientifica internazionale e le Università a fornire strumenti interpretativi dei fenomeni di degrado, per comprenderne meglio i fattori predisponenti e le loro interazioni e supportare i politici ed i decisori nella scelta delle più adeguate soluzioni di mitigazione o recupero.
Proprio l’Università del Molise è capofila del progetto di cooperazione universitaria internazionale “IUCLAND” sulla “land degradation” o degrado delle terre.
Il progetto europeo presentato in Cina, a Nanchino, vedrà per tre anni, sotto la guida di UniMol, numerosi partner impegnati sui temi evidenziati dagli scienziati e ricercatori: degrado dei suoli e delle acque, inquinamento, salinizzazione, deforestazione, desertificazione, contaminazione da pesticidi, problematiche politico-internazionali.
Il progetto IUCLAND, ideato nell’ambito del programma “ERASMUS+” e coordinato dal prof. Claudio Colombo, vedrà nascere sei Summer Schools nei Paesi partner (Italia, Slovacchia, Croazia, Cina, Kazakhstan e Kirghizistan) con la partecipazione degli studenti delle 11 Università e dei workshop diretti agli operatori sul campo (associazioni agricole e imprenditoriali, regioni, comuni, province ed ogni ente ed istituzioni coinvolte).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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