27 GENNAIO – Il Molise non dimentica l’orrore dell’Olocausto

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CAMPOBASSO – “A 71 anni dall’apertura dei cancelli del campo di Auschwitz, simbolo dell’eccidio nazista che ha provocato la morte di sei milioni di ebrei, è quanto mai attuale (in un’Europa che rialza gli steccati e le cortine di filo spinato) il richiamo ai valori di civiltà e cultura sui quali si regge la democrazia europea e la forte condanna  di qualsiasi forma di totalitarismo e di odio razziale”. Questo il messaggio che il presidente del Consiglio regionale del Molise, Vincenzo Cotugno, ha inviato in occasione del “Giorno della memoria”, istituito oggi 27 gennaio dall’Onu per ricordare la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz e la fine dell’Olocausto.
Una giornata -afferma Cotugno – che ci impone la necessità di una riflessione profonda sulla sofferenza inflitta a milioni di persone costrette nel corso della Seconda Guerra Mondiale a subire violenze che ancora oggi ci fanno orrore. Una giornata che ci costringe a fare i conti con la nostra storia, con i demoni feroci che hanno spinto l’umanità nell’oblio cupo dello sterminio. Una giornata che, tuttavia, non può e non deve rimanere solo “memoria” ma che deve rappresentare soprattutto un monito per le future generazioni affinché non ricadano negli stessi errori, affinché comprendano la “banalità del male” e l’importanza di ripudiare qualsiasi forma di integralismo. A questo scopo – aggiunge –mi preme sottolineare il ruolo che la scuola ha nella formazione dei nostri giovani, in quanto luogo di elezione per la discussione e l’approfondimento di temi quali la Shoah.  I nostri figli devono comprendere la necessità di un’opposizione ferma a ogni forma di populismo e demagogia. Nella demonizzazione dell’altro, del diverso, mette le sue radici il pensiero totalitario che conduce alla dittatura. Ecco perché anche la politica deve dare un contributo forte per favorire l’uguaglianza tra i popoli e lo spirito di integrazione. Il solo ricordo non basta per evitare che tutto questo possa accadere di nuovo. Occorre che quotidianamente ciascuno di noi affermi nelle nostre azioni e nel nostro pensiero i principi di libertà e di democrazia che – conclude Cotugno – rappresentano i cardini irrinunciabili della nostra società”. 

Anche Aldo Patriciello, europarlamentare e membro del Partito Popolare Europeo, ha voluto ricordare, con un messaggio, questa ricorrenza: “Ritengo oltremodo doveroso mantenere vivo il ricordo della barbarie che attraversò e sconvolse il nostro continente. L’ideologia criminale che generò l’abominio dell’Olocausto e delle leggi razziali è una ferita al concetto stesso di civiltà: un monito perenne per tutti coloro che sottovalutano l’importanza del mantenimento della pace e della giustizia tra i popoli. Auschwitz, infatti, non rappresenta soltanto la sconfitta della ragione umana e la sofferenza del popolo ebraico: è la distruzione di ogni forma di dialogo, il fallimento politico di un’intera generazione. Tutto il processo di integrazione europea è nato da questa consapevolezza e dalla promessa che mai più un simile orrore sarebbe accaduto sul continente. Un’ambizione che ha certamente influenzato positivamente il percorso storico dell’Europa negli ultimi decenni ma che ha bisogno, oggi più mai, del sostegno di tutti coloro che vedono nell’Unione Europea un baluardo imprescindibile a tutela della libertà e della pace di tutto il continente”. 

Intanto questa mattina, alle ore 10.30, presso il Salone d’Onore del Palazzo del Governo di Campobasso, in occasione della celebrazione del 27 gennaio, avrà luogo, alla presenza delle autorità militari e civili, la cerimonia di consegna delle Medaglie d’Onore, concesse dal Presidente della Repubblica a tre cittadini internati nei lager nazisti.
Insigniti del riconoscimento sono i signori Michelangelo Ferretti, Nicola Scarano e Giuseppe Zingaro. Parteciperà alla cerimonia una rappresentanza degli studenti del Liceo Scientifico Statale “A. Romita” di Campobasso con letture di brani e commento musicale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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