SANITA’ – Frattura lancia ramoscello di ulivo

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CAMPOBASSO – Stabilizzazione del personale attraverso concorsi o allungamento dei contratti, la permanenza di tutte quelle discipline ospedaliere che fino ad oggi hanno costituito elemento essenziale nella prevenzione e nella cura dei pazienti e soprattutto la riduzione del deficit sanitario. Sono alcune delle certezze che secondo il presidente Paolo Di Laura Frattura costituiscono l’asse portante dei Piani operati sanitari esposti ieri nell’aula di palazzo Moffa. In una giornata infuocata dove i protagonisti, le Associazioni, i Forum e quant’altro a difesa della salute pubblica convenuti nell’assise  consiliare, hanno contestato, a tratti, duramente la politica regionale. Una giornata, però, tutto sommato  positiva ed importante, con un confronto in aula molto proficuo conclusa dalla relazione finale del presidente Frattura che stemperando gli animi e dando corpo a comunicazioni di chiusura molto concreti, poggiata su dati inconfutabili e sul reale stato delle situazioni localistiche della sanità lontana da provocazioni e risentimenti, ha respinto i veleni della mattinata annunciando di voler avviare un rapporto di ampia partecipazione sulla discussione e sul dibattito dei Piani sul territorio con le istituzioni locali e con la gente senza alcuna discriminazione e riserva. Un faccia a faccia in sostanza con i Forum della sanità locale impostato dal Governatore con molta oculatezza e accortezza senza cadere mai nelle provocazioni dell’aula gremita dagli operatori del settore e senza alcun riferimento di cattiva gestione legata al passato ma puntando tutto sulla credibilità e sull’affidabilità della documentazione e delle indicazioni evidenziati dai tavoli tecnici dei Ministeri della sanità e dell’economia e di analisi e in parte redatte dalla struttura Asrem, soprattutto quelli della mobilità passiva ed attiva che sono un po’ il termometro dello stato di salute generale del settore. Chi si aspettava un presidente aggressivo soprattutto in risposta alle pressioni che si sono registrate in questi ultimi giorni o condizionato da personaggi che ogni minuto e ogni giorno hanno alzato la bandiera della battaglia politica e dello sciopero bianco sono rimasti delusi. Frattura ha inviato la platea dei sanitari a cooperare per i prossimi giorni ringraziandoli tutti per quanto hanno proposto per i progetti e le rivisitazioni tecniche e strutturali avanzate. Quest’ultime, infatti, ha detto, saranno  certamente oggetto in qualche maniera di opportune  valutazioni all’interno di un’architettura di Piano che comunque pur cercando maggiori consensi e solidità popolare rimarrà in piedi senza alcuna modifica sostanziale su quelle parti inamovibili. I temi affrontati dal presidente della Giunta, stimolato e sollecitato dagli interventi a raffica di quasi tutti i consiglieri presenti in aula, hanno abbracciato tutte le criticità provocate dal Piano di rientro e le conseguenze che purtroppo quest’ultimo ha generato. Ricadute inevitabili, secondo Frattura, sono stati il ridimensionamento o meglio una netta riconfigurazione del sistema che deve sottoporsi a tagli, accorpamenti e a migliori razionalizzazione del sistema unitamente all’avversato riposizionamento di tutti gli ospedali della regione e delle strutture private con limitazioni ai posti letto e al ricollocamento di quelle unità, spesso sottoposte a esodo volontario o forzato, che purtroppo ora mancano per un’offerta al meglio sia interna che esterna agli ospedali. Il Molise viaggia, e questo fa tremare il polso dell’amministrazione regionale, con un debito procapite, causato dalla gestione della sanità, di circa 2 mila euro a testa. La Regione ha dovuto impegnarsi per 30 con un mutuo che va coprire circa 300 milioni di euro di disavanzo, una palla al piede che impedisce ogni ragionamento di programmazione sanitaria riferita a specialistiche e strutture di nuova generazione e ad assunzioni.

Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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