FILIGNANO – Continua lo scontro politico tra Coia e Pacitti sul dissesto finanziario

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FILIGNANO – Non si ferma più la diatriba a distanza tra il sindaco di Filignano, Coia, e il consigliere di minoranza dello stesso ente ed ex primo cittadino, Pacitti. Pomo ultimo della discordia verbale e ideologica è sempre il bilancio comunale su cui l’ex sindaco Pacitti ha da dire quanto segue: “Quando ti trovi -attacca questi- a pochi giorni dalla tua elezione a capo di una comunità e gli uffici tecnici ed amministrativi dell’Ente di cui sei Sindaco ti comunicano per iscritto che la situazione finanziaria dell’Ente, a causa delle pregresse gestioni fallimentari, versa in uno stato di disagio tale da non poter più garantire i servizi essenziali, io credo che hai poche possibilità: o dichiari il dissesto e ti organizzi per affrontare tale fenomeno, oppure scappi, o accendi un cero a sant’Antonio – se sei credente – e disattendendo le comunicazioni chiudi gli occhi e vai avanti (DOVE POI ????). Al Comune di Filignano si è scelta la prima strada. Gli organi istituzionali nazionali (Ministero dell’Interno) hanno riscontrato esistere le ragioni rappresentate tant’è che è stato nominato un commissario appositamente. Non voglio inseguire il percorso dei numeri insito nella conclusione del dissesto, già abbondantemente abusato da chi ha scritto in precedenza, ma posso affermare che l’Ente ha onorato la quasi totalità dei debiti che rientravano nella sfera del dissesto corrispondendo importi che si aggirano intorno al 50% del loro valore nominale originario e ,considerato che si parla di milioni di euro, si può avere un’idea di cosa ciò significhi in termini di risparmio da parte dell’Ente. Quali debiti non sono stati onorati, né potevano esserlo? Quelli dell’utilizzo distorto abusato ed illegittimo di somme consegnate al Comune a destinazione vincolata per la realizzazione di alcuni obiettivi (buoni ai cittadini per il terremoto del 1984 – lavori relativi alla pratica del golf) che sono state distratte da tale scopo da “capaci” amministratori per essere utilizzate ad altri fini. Di esse, circa 700.000,00 euro, il commissario non si è fatto carico e, giustizia vorrebbe, che esse fossero rifoste da chi ne ha fatto un uso distorto”. “Per concludere -aggiunge Pacitti nella propria nota- il dissesto ha chiuso il suo iter in maniera ottimale. Se vi sono ancora debiti non residuano da tale procedura ma sono il risultato della cattiva gestione del periodo precedente. Chi ha la coda di paglia invece parla, parla, parla … Esprime funzioni e relazioni numeriche affastellando cifre, percentuali e tant’altro. Tutti hanno diritto ad esprimere la loro opinione”.

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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