ECONOMIA – Le imprese molisane avviano i decreti ingiuntivi, destinazione la Regione

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CAMPOBASSO – Crediti per circa 100 milioni, imprese sull’orlo del fallimento, qualcuna c’è già con più di un piede, circa 300 aziende che operano soprattutto sul fronte dell’edilizia hanno avviato da ieri le procedure dei decreti ingiuntivi e quindi del pignoramento nei confronti della Regione e di molti altri Enti Locali. I crediti si riferiscono soprattutto alle mancate rimesse per lavori pubblici e interventi del post sisma. Una serie di opere alcune terminate già  da tre anni che non hanno visto per le aziende esecutrici dei lavori alcun ristoro finanziario. Con la diffida e quindi la richiesta dell’ingiunzione al pagamento da effettuarsi in questo caso entro pochi giorni dall’avviso, le ditte chiedono anche il pagamento degli interessi, circa l’8,2% maturato particolarmente negli ultimi 3-4 anni, un onere quindi abbastanza alto per la Regione che si aggiunge alle somme dovute, inderogabile e riferito particolarmente agli ultimi tre anni o quattro e quindi da corrispondere per legge. Ovviamente le imprese e soprattutto quelle dell’Acem hanno scelto questa strada come estrema ratio dopo una serie di inviti, appelli e conferenze stampa tenutesi con gli organi regionali di settore dove più vote hanno chiesto l’incasso delle somme riconducibili a lavori del passato dichiarandosi, tra l’altro, poco ottimisti  sulle altre procedure che dovrebbero condurre alla liquidazione di lavori del post sisma le cui risorse sono state sbloccate dalla Regione qualche giorno. Non sono fiduciose qui le ditte interessate e quindi creditrici  perché le risorse destinate al dopo terremoto entrate nelle ragnatele e quini nelle maglie del Bilancio saranno versate sui conti correnti degli imprenditori non prima dell’autunno. Tempi lunghi che secondo l’Acem andranno a danneggiare ancora quelle imprese che pur non pensando ancora di chiudere i battenti, di fronte ai rilassamenti della pubblica amministrazione e quindi ai ritardi dei pagamenti entro tempi ragionevoli potrebbero mettere a breve il cartello di fine attività.

Aldo Ciaramella

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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