POLITICA – Agropirateria e disastro sanitario, depositato ddl di riforma su reati agroalimentari

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ROMA – Il senatore molisano Roberto Ruta (PD) ha depositato in Senato, come primo firmatario e proponente, il disegno di legge su “Nuove norme in materia di reati agroalimentari”, sottoscritto da venticinque senatori, sia del PD che di altri gruppi di maggioranza e opposizione.
Ho chiesto che venga esaminato con urgenza – spiega Ruta – perché mira a tutelare la salute e il benessere dei cittadini consumatori di alimenti e di bevande, a partire dall’acqua”.
Il testo del ddl è conforme alla proposta elaborata dalla Commissione di studio presieduta da Giancarlo Caselli, in risposta alla diffusa esigenza emergente da parte dei cittadini e di produttori, di  una incisiva regolamentazione a tutela del Made in Italy, dei consumatori e della salute pubblica.
La proposta, composta da 49 articoli, introduce una serie di nuovi reati come il disastro sanitario che punisce avvelenamento, contaminazione o corruzione di acque o sostanze alimentari con possibile diffusione di pericoli per l’utente, e l’omesso ritiro di sostanze alimentari pericolose dal mercato, quando ciò possa arrecare lesioni gravi o morte e quando da tali condotte possa scaturire il pericolo di situazioni analoghe che mettano in pericolo la salute pubblica.
Inoltre è previsto il nuovo reato di agropirateria che punisce la vendita di prodotti alimentari accompagnati da falsi segni distintivi o da marchi di qualità, Dop e Ogp, contraffatti e prevede delle aggravanti in caso di falsi documenti di trasporto o di simulazione del metodo di produzione biologica.
L’articolo 31 della riforma mira a estendere casi di responsabilità amministrativa anche alle persone giuridiche come strumento di prevenzione dei reati alimentari, prevedendo nel contempo modelli di organizzazione delle imprese che facilitino l’adempimento degli obblighi relativi.
Prevista anche la sanzione per la frode nei confronti del destinatario ultimo del prodotto, tenendo anche conto del maggior valore che ha progressivamente assunto l’identità del cibo nella cultura dei territori, delle comunità locali e dei piccoli produttori. Identità che definisce ormai il patrimonio agroalimentare.
Prospettiva ultima della proposta di riforma, come ha evidenziato Caselli – commenta il senatore molisano – è arrivare a un’etichetta narrante comprensibile e trasparente, che faccia capire ai consumatori cosa c’è davvero dentro quello che ci viene venduto come cibo o come bevanda.
Ora ci sono le condizioni perché venga calendarizzato in via d’urgenza e portato all’esame della commissione prima e dell’Aula del Senato poi, per riuscire in tempo utile a dotare il nostro ordinamento di una normativa tanto attesa, con tutte le modifiche che –
conclude Ruta – vorranno essere apportate”.

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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