POLITICA – Regione: reazioni composte nel dopo giunta, per ora i dissidenti restano al loro posto

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CAMPOBASSO – Niente bombe nel mucchio o semine di veleni e vendette. La nomina di Carlo Veneziale nel gruppo di Frattura viene salutata con apprezzamenti apparentemente calibrati che certamente non fanno testo su tutto quello che potrebbe succedere nel centrosinistra da qui a poco. A rasserenare il clima politico, per il momento realmente o in maniera fittizia, sono anche coloro (Totaro, Scarabeo, Niro e Lattanzio) che si aspettavano una chiamata dal Governatore e che invece sono rimasti ancora in panchina. Gli esclusi, infatti, non sparano a zero contro alcuno, certi, però, che da qui in avanti il loro impegno politico sarà quello di un controllo maggiore all’interno della maggioranza di palazzo Moffa in una posizione di dissenso e non di rottura, annunciando una forte e più incisiva azione di comunicazione tra i propri elettori e di riproposizione programmatica più forte nell’attività legislativa consiliare. Una sorta di guerra fredda, una pace mascherata dopo aver accusato un colpo che comunque ha fatto male a coloro che si aspettavano di stare al fianco del presidente della Giunta i cui effetti probabilmente si vedranno a breve. Quando si dovrà procedere alla  scelta di un nuovo segretario nel Pd, se la Fanelli venisse promossa assessore e nella composizione delle liste al Comune di Isernia. Senza sottovalutare, come hanno sottolineato i quattro consiglieri Totaro, Niro, Scarabeo e Lattanzio che in Consiglio potrebbe esserci la maggioranza numerica e non quella politica. E questo sarebbe un nodo abbastanza ostico certamente poco adeguato a sostenere l’azione amministrativa. L’assessore esterno poi ha riaperto il problema di ulteriori costi della politica. I due esterni  Veneziale e Nagni costituiscono in un momento di tagli a ogni tipo di spesa uno <spreco>, confermano i consiglieri di maggioranza, considerato il numero di componenti del centrosinistra che siedono in Consiglio regionale. Una partita lunga che preannuncia ulteriori colpi di scena.  Rimane scoperto il quarto assessore. Frattura si è riservato di farlo preferendo attendere il rientro in città di Petraroia. E proprio quest’ultimo potrebbe riprendersi il suo posto convinto soprattutto dal Governatore. L’ipotesi Fanelli, quarto assessore, riaprirebbe uno scontro fortissimo per la sostituzione del sindaco di Riccia al vertice del Pd riaprendo una zuffa pericolosa per il governo regionale e per il presidente. Meglio quindi far rimanere le cose come stanno e mantenere posizioni mediane nell’individuazione del quarto componente della Giunta di quelle un po’ qua un po’ là che sembrano sulla carta andare contro qualcuno o alcuni ma che poi appaiono le meno perniciose.

Aldo Ciaramella

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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