REGIONE – I costi e i privilegi della casta non finiscono mai

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CAMPOBASSO – Costi della politica e privilegi della casta, ci risiamo. Continuano i giochi di prestigio. Il Movimento 5 stelle come ha annunciato in una conferenza stampa tenutasi stamane nella sede del Consiglio regionale, avrebbe scoperto un altro trucco <Perpetrato ai danni di tutti i cittadini. Un trucco – hanno sottolineato i consiglieri Federico e Manzo – che ha permesso alla Regione di aumentare gli stipendi dei consiglieri e giustificare nuovi vitalizi reintroducendo privilegi che si credevano dimenticati>. Un provvedimento pare nascosto sino a oggi, che ha causato ovviamente le proteste di Cinque stelle e l’avvio di esposti agli organi competenti. Infatti, attraverso il portavoce della Camera dei deputati on. Toninelli è stata depositata un’interrogazione per il Consiglio dei ministri e un esposto alla Corte dei Conti. Contravvenendo ai dispositivi del governo Monti che prevedevano alcuni tetti di spesa sia per i consiglieri sia per i presidenti di Giunta con tagli di trasferimenti statali dell’80% in caso le Regioni non si fossero adeguati, la Regione Molise avrebbe agito in modo diverso con due leggi regionali: la numero 10 del 2013 e poi la deliberazione dell’Ufficio di presidenza n. 88 del 30 luglio 2013 in cui sono sarebbero stati sforati i tetti previsti dal Decreto Monti, eludendo di fatto una legge nazionale. Un artifizio che costerebbe alla collettività oltre 2 milioni di euro per l’intera legislatura oltre al retroattivo: l’artificio – hanno ripetuto Manzo e Federico – messo in piedi è l’indennità di funzione assegnata a quasi tutti i consiglieri e con l’aumento dell’importo esentasse rispetto agli stipendi delle legislature precedenti secondo noi si è già oltre il limite consentito dalla legge e dal buon senso>. Entrando nel merito dalle buste paga non emerge nulla di strano. Al sistema pensionistico organizzato per i consiglieri viene fuori < la “cassaforte” della Casta> Cosi viene definita da Manzo e Federico. Su questo, infatti, la Regione avrebbe superato ogni immaginazione, mettendo in campo tutta la fantasia legislativa possibile per assicurarsi certi compensi. Così sono stati ridisegnati i limiti percentuali del sistema previdenziale regionale (e gli effetti di questa legge vengono fatti retroagire fino all’inizio della legislatura 2012) e suddivisi in due quote di contribuzione: una a carico del consigliere regionale, pari all’8,80% della propria indennità lorda; un’altra a carico del Consiglio regionale, pari a 2,75 volte la quota prevista per il consiglieri. In questo modo sono saltati tutti i parametri con indennità che nel 2015 hanno sforato il tetto massimo previsto dal Decreto Monti, rivedendo al rialzo tutte le pensioni e svilendo il contenimento della spesa pubblica per altro annunciato anche dalla Conferenza Stato-Regioni del 30 ottobre 2012. Se così, come sempre, sono i cittadini a pagare questi aumenti; e sono tanti, tantissimi soldi:<In definitiva -concludono i consiglieri di 5 Stelle – prima la Regione si è adeguata a parametri imposti dal Governo nazionale, scampando così il taglio dell’80% dei trasferimenti, poi, sempre con legge regionale, ci ha ripensato garantendosi privilegi insopportabili soprattutto in un momento come questo, quando ai cittadini si chiede di fare grandi sacrifici. Ci aspettiamo una decisione dell’Ufficio di Presidenza e una risposta dal Governo in tempi brevissimi, anche perché la questione non è da sottovalutare: a quanto pare, questo giochetto è stato fatto in molte altre Regioni e ci sono in ballo grandi responsabilità contabili>. E’ difficile commentare a quanto dimostrato dai Cinque stelle. Un comportamento del genere lascia sgomenti con tanta rabbia in corpo. 

Aldo Ciaramella

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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