AMBIENTE – Per accogliere tutti i rifiuti dell’Abruzzo l’inceneritore di Pozzilli dovrebbe essere potenziato, ma non basterebbe

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POZZILLI – “L’assenso della Regione Abruzzo al Decreto pro-inceneritori del Governo Renzi-PD si fonda su un vero e proprio bluff“. È quanto affermano le associazioni Forum H2O Abruzzo, Nuovo Senso Civico e Pescara PuntoZero che scendono in campo in difesa dell’ambiente e chiedono di puntare non sugli inceneritori “tecnologia obsoleta e inquinante”, ma su prevenzione, utilizzo e riciclo.

Come sappiamo – dichiarano – il famigerato Art.35 del Decreto Sblocca Italia e il decreto attuativo approvato dalla Conferenza Stato-regioni il 4 febbraio scorso fa diventare di “interesse strategico nazionale” tutti gli inceneritori, sia quelli già in funzione (40), sia quelli già autorizzati da costruire (6) sia gli otto che dovranno essere realizzati partendo dal nulla Abruzzo, Marche, Lazio, Campania, Umbria, Sicilia (2) e Sardegna. Cinquantaquattro impianti in tutto che secondo il Ministro dell’Ambiente Galletti saranno la spina dorsale della gestione dei rifiuti in Italia.
Si arriva follia: il vecchio e inefficiente incenerimento – commentano movimenti e associazioni del vicino Abruzzo-   è d’interesse strategico nazionale mentre non avranno questa classificazione gli impianti della filiera del riciclo, come le attività di compostaggio che trasformano la frazione umida del rifiuto in terriccio“.

Ma andiamo ai dati sulla capacità dell’inceneritore di Pozzilli:

Per l’Abruzzo, il decreto prevede una quota di 120.000 tonnellate annue di rifiuti da incenerire; l’inceneritore molisano di Pozzilli, di proprietà della società Hera Ambiente, ha una capacità autorizzata di 93.000 tonnellate annue, come prevede l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata pochi mesi fa, il 14 luglio 2015, con validità di 16 anni. Questa  quantità è riportata anche nel decreto Renzi-Galletti.

Il sottosegretario Mazzocca ha affermato che l’inceneritore molisano di Pozzilli potrebbe essere potenziato attraverso un accordo con la Regione Molise.
Possibile che il sottosegretario fosse all’oscuro della notizia che HerAmbiente ha già provato ad ottenere un aumento da 93.000 tonnellate/anno a 157.300 tonnellate/anno proprio al momento della richiesta di A.I.A. lo scorso anno e che si chiedono ancora dalle associazioni abruzzesi –  fortunatamente ci fu una vera e propria rivolta ad Isernia con il risultato che fu confermato il quantitativo annuo di 93.000 tonnellate/anno?”

Anche nel malaugurato caso che, proprio grazie al decreto Galletti-Renzi-D’Alfonso-Mazzocca, sia imposto dall’alto l’ampliamento agognato dalla società HerAmbiente e che si cerchi di soddisfare così la richiesta della società, già pesantemente bocciata sette mesi or sono, con Mozione contraria approvata dal Consiglio regionale molisano. Ipotizzando l’aumento chiesto dalla Società si coprirebbe al massimo la metà della quota abruzzese.
Infatti la differenza in aumento sarebbe di 66.300 tonnellate/anno (157.300 t/a richieste dall’azienda contro i 93.000 t/a autorizzati attualmente) mentre come detto la quota abruzzese è di 120.000 tonnellate/annue.
Rimarrebbero quindi sul groppone dell’Abruzzo 53.700 tonnellate/annue da incenerire. Casualità nella casualità – fanno notare – l’impianto di gassificazione proposto in Val di Sangro  e attualmente in procedura di Valutazione di Impatto Ambientale in Abruzzo ha una capacità di 52.560 tonnellate.

Secondo le carte e i dati ufficiali, messi a disposizione dalle associazioni abruzzesi, dunque non solo dovrebbe essere ampliata la capacità dell’impianto di Pozzilli, ma non è affatto scongiurata l’ipotesi di realizzarne uno nuovo  nel vicino Abruzzo.

Intanto in merito alla crescente preoccupazione dei molisani riguardo alla eventualità che lo stabilimento Herambiente di Pozzilli possa incenerire rifiuti provenienti dall’Abruzzo e alle continue sollecitazioni che giungono per avere chiarimenti a tal proposito, l’  associazione Mamme per la Salute di Venafro sta provvedendo a reperire il testo definitivo approvato dalla conferenza Stato Regioni il 04-02-2016. “La preoccupazione – spiegano  – non sta nell’eventualità di incenerire rifiuti provenienti da altre Regioni, cosa che già accade, ma nell’approvazione dell’art. 35 dello Sblocca Italia che potrebbe consentire di fatto all’inceneritore di aumentare i quantitativi da bruciare: se così fosse verrebbe a vanificarsi tutto il lavoro svolto in fase di rilascio di A.I.A. per Herambiente“.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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