SANITA’ – Ecco il Piano alternativo di Ruta e Leva

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CAMPOBASSO – Il primo braccio di ferro, politico, tra Ruta e  Leva da una parte e il presidente Frattura, è stato inaugurato ufficialmente stamattina sulla sanità. La preannunciata proposta alternativa ai Piani operativi della sanità molisana illustrati dal Governatore qualche settimana fa in Consiglio regionale è stata presentata dai due deputati molisani alla stampa locale. Un’ occasione per segnalare e evidenziare ancora meglio quanto siano diventate lunghe le distanze tra il presidente della Giunta e i due rappresentanti molisani alla Camera dei Deputati e al Senato e quanto siano distanti le posizioni sui Piani operativi. Per i due deputati locali la sanità deve avere un peso sbilanciato nettamente sul pubblico e non volgere verso il privato da considerar, invece, soltanto un supporto per il primo. Insomma un 74.3% di sanità pubblica e un 25,7% di privata. Quella dei Piani operativi del governo Frattura indica, però, un 37% di privato contro un 63% di pubblico :<Voliamo sapere da Frattura se vuole andare dritto per la sua strada o magari ricongiungerci per proseguire insieme. Un comportamento quest’ultimo che esalterebbe il ruolo della politica per una buona sanità>. Una sanità abbastanza diversa quella immaginata da Ruta e Leva che dovrebbe valorizzare le eccellenze del pubblico e da qui annullare la mobilità passiva(60 milioni annui di esborso da parte della Regione ad altre strutture extraregionali) e che abbia più visione per il servizio pubblico e meno caratteri strategici per il privato il contrario di quanto avviene in quella disegnata dal presidente della Giunta regionale: <La privatizzazione della sanità regionale è inaccettabile. Lì dove nel pubblico abbiamo qualità e grandi professionalità dobbiamo investire in personale mezzi e tecnologie> Insomma fermo restando il budget, circa 575 milioni di euro assegnato dal Fondo sanitario nazionale, sarebbe necessario rimodulare il numero dei posti letto in avanti ovviamente riducendo quello attribuito alle strutture private e riconfigurare specialistiche di assoluto valore che comunque al momento si trovano nel pubblico:< Si vuole fare altro – ha osservato l’on. Leva- ma sia sappia che nessuno ha l’anello al naso, nessuno accetta che ci si orienta per assecondare altri programmi all’esterno>. Ovviamente l’analisi di una situazione diventata così grave per il pesante deficit della sanità che si trascina da anni e che a quanto pare condizionerà anche per quest’anno correttivi all’Irpef regionale, ha origini lontane per l’on. Ruta <Da quando qualche anno fa il Molise e il Governatore mancarono al tavolo tecnico romano sulla sanità dei due Ministeri interessati ai Piani di rientro, assenze che causarono una serie di provvedimenti a nostro carico. Da lì successivamente sono è seguita una serie di errori a catena>. Le proposte alternative presentate da Ruta e Leva prendono spunti e sostanza dai dati e dall’indagine epidemiologica del programma sanitario del subcommissario Carmine Ruta in seguito integrati dallo stesso Commissario Frattura che ha riformulato la dotazione a 800 dei posti letto per acuzie: 530 in strutture private e 183 in private, 64 posti letto in day hospital del pubblico e 23 del privato. Ovviamente contestato anche l’integrazione Cardarelli – Cattolica così come è avvenuta. Nella proposta alternativa dei due parlamentari viene sancita la titolarità dei servizi di oncologia e cardiologia al Cardarelli così come va ripensata la medicina territoriale e superati gli elementi di criticità dovuti sia alla scomparsa tra un anno del punto di primo intervento di Larino e Venafro pur con la loro riconversione in Casa della salute o ospedale di Comunità sia alla possibile chiusura del punto nascita del Veneziale di Isernia senza aver deciso un’ opportuna deroga. Sia Ruta che Leva, ovviamente, a questo punto contano che la loro proposta venga discussa in Consiglio regionale e qui trovare una giusta combinazione con quella del governo regionale.

Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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