SANITÀ – Il Cittadino c’è scrive a Frattura: “Sulla sanità pubblica, un sorriso amaro”

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ALTO MOLISE – “Il Cittadino C’è”, comitato civico a difesa dell’ospedale Caracciolo di Agnone, ha voluto inviare una lettera aperta, indirizzata al presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, per condividere alcune riflessioni sul Piano operativo regionale, in discussione in questi giorni.
Parlando di sanità pubblica  – si legge nella missiva – ci viene un sorriso amaro!  Cosa c’è rimasto di pubblico, universalistico e gratuito in questa sanità? Ce lo chiediamo da tempo”.
Dal CUP ai PAC (Pacchetti Ambulatoriali Complessi), tante le domande che si pongono, nella lunga nota, dal comitato altomolisano.
“L’impiegato del Cup, al momento della prenotazione, risponde che ci sono diversi mesi di attesa, ma a pagamento l’esame si può fare anche domani! … e a volte  lo esegue lo stesso professionista!
“Possibile – commentano – che non si  preveda un accesso diverso per esami urgenti differibili e indagini che per il solo sospetto clinico richiedono tempi stretti per una diagnosi precoce? Possibile che chi gestisce queste richieste  (CUP/PASS)  non abbia la possibilità, grazie a un ascolto attento, di inserire il malato in un percorso dedicato? Basterebbe prevedere accessi ambulatoriali  riservati o sedute straordinarie senza troppe lungaggini burocratiche”.

Il privato è da anni organizzato, ricordano, con i PAC: si comprano le prestazioni  con poche decine di euro in più, rispetto al ticket, saltando le liste d’attesa. Il pubblico se li ha, non li pubblicizza. E visti gli alti costi del ticket regionale, l’utenza più informata va fuori regione.

“Possibile che con tutti i problemi che si hanno a reperire posti letto, il percorso per le dimissioni protette dall’ospedale all’assistenza domiciliare cozzi contro l’ufficio PUA (Punto Unico di Accesso) che dal venerdì (settimana corta!) riapre il lunedì? E’ logico quindi che le problematiche di intasamento dei  Pronto Soccorsi  si acuiscono ulteriormente  nei fine settimana.

Nel  piano operativo è prevista per l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata)  una “quota di compartecipazione alle prestazioni  da parte del comune /utente. “Crede veramente che le casse dei nostri piccoli comuni possano permettersi queste ulteriori spese?”
In merito alla nuova organizzazione ospedaliera, dal “Cittadino c’è” ammettono sì la riduzione delle unità operative complesse, ma chiosano: “non si comprende un taglio così massiccio dei posti letto nel pubblico”.

Fanno poi notare come  la tele medicina per la diagnostica radiologica ad Agnone ad oggi non sia mai stata attivata. “Possibile che i nostri pazienti debbano andare su e giù da Isernia nei giorni in cui non è previsto il servizio, o che i loro esami debbano essere portati fisicamente per la lettura nel capoluogo?”
Nelle ore notturne,  e nei fine settimana dalle 14.00 del venerdì alle 08.00 del lunedì, – lamentano – non è possibile reperire un pediatra in tutto il territorio Alto Molisano, neanche a pagamento.

In molti paesi dell’Alto Molise, per l’esiguo numero di cittadini, il medico di medicina di base ha l’ambulatorio una, massimo due volte la settimana.  “Si rende conto di come sia difficile dare risposte ed intercettare i bisogni di salute di un’utenza che vive isolata? “

Molte perplessità  poi emergono sull’ospedale di area disagiata, la struttura agnonese infatti non sarebbe configurata secondo il DM 70/2015.
Della Medicina non è specificato il tipo di intensità di cura, se bassa o media, bassa intensità è un reparto per post acuzie,  gestito da infermieri insieme ai medici di base.
L’assenza di un reparto di chirurgia generale di minima atta a garantire l’emergenza,  che a detta di alcuni è sostituita da una chirurgia ambulatoriale complessa, non permette l’osservazione di nessun paziente acuto di tipo chirurgico, vista l’assenza in loco di un anestesista, per poter intervenire d’urgenza.
L’assenza  del reparto  di Lungodegenza presente solo negli ospedali per acuti  non fa che confermare i nostri dubbi – affermano – Ora le chiediamo, dove devono andare i nostri malati oncologici, con patologie o quadri clinici instabili che necessitano di un prolungamento della degenza, e gli anziani con pregresse fratture di femore a fare riabilitazione?”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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