SANITA’ – Arrivano i cittadini

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CAMPOBASSO – Sanità, e ora la parola ai cittadini soprattutto agli utenti pazienti, a quelli che ne hanno bisogno giorno per giorno e da cui sperano di avere una speranza in più di vita o di migliore qualità. Con grande sorpresa abbiamo visto recapitarci in redazione un documento tutto cuore e passione “Cittadini per la qualità della sanità molisana”, un Movimento civico che aspira a <una sanità a misura di paziente> staccandosi dalla classe degli operatori sanitari e qui ci tengono molto a spiegarlo, da quelli che hanno fatto più rumore nei giorni scorsi riproponendo giuste o meno giuste rivendicazioni, a cui interessa come affermano nel volantino documento <A noi non interessa in quale struttura andare, noi vogliamo ricevere le migliori cure possibili!> E poi attaccano <Troppo spesso il sistema sanitario è stato modellato “a misura dei medici”, noi vogliamo che sia fatto per i cittadini. I vari Comitati e Forum non sono promossi da cittadini ma da operatori sanitari che difendono le loro posizioni>. Da qui i numeri, qualcuno lo riporteremo più avanti, a dimostrazione di quanto costi in alcuni settori  la sanità pubblica e quanto quella privata e quale e quanta attrazione esercitano. Un colpo fuori campo che evidentemente ci voleva per sapere dalla fonte ufficiale dei veri fruitori dell’offerta sanitaria gli atteggiamenti migliori da verificare e seguire e soprattutto quali strategie tecniche amministrative e finanziarie nel senso stretto della parola assecondare per riorganizzare al meglio il settore tenendo ben presenti le scelte le esigenze e le necessità dei cittadini ben sapendo che la sanità  non appartiene ad una classe ma al popolo. La sanità si sceglie la migliore che si offre sia essa privata che pubblica. Il cittadino indica e fa per se l’offerta che gli garantisce maggiore fiducia, affidabilità e professionalità riconosciuta dagli indicatori di qualità al di là degli steccati demagogici che si vorrebbero saldare intorno agli ospedali o alle strutture private. I cittadini che fino a oggi sono stati in qualche modo assenti dalla contesa Forum associazioni e politica dicono la loro sulla base di quanto hanno provato sulla propria pelle e su quanto ormai di conosciuto esiste nel pubblico e nel privato. I distinguo che ora i Cittadini per la qualità della sanità molisana rilevano sono attagliati alla realtà< La Sanità accreditata offre prestazioni di qualità – ribadiscono nel documento -. L’Ordine dei Medici della Provincia di Campobasso nel 2014 ha commissionato un sondaggio da cui è emerso  che i cittadini molisani assegnano alla sanità accreditata il voto di 7,1 mentre a quella pubblica un 5 scarso.  E’ questo dice tutto! > Nelle strutture ospedaliere accreditate che assolvono ugualmente a un ruolo pubblico essendo convenzionate con l’Asrem, il paziente non paga o paga quanto le strutture pubbliche. Al Neuromed e alla Cattolica i ricoveri avvengono con le stesse modalità vigenti negli ospedali pubblici. Ora con questo non diciamo di andare a destabilizzare o smantellare le strutture pubbliche, lungi da noi, ma resta evidente che la lotta che si vuole mettere in atto per agire al contrario crediamo che sia dannosa per tutti perché tutti potrebbero avere bisogno prima o poi della migliore assistenza e prestazioni. L’integrazione come è stato più volte suggerito da più parti e che anche i “Cittadini per la qualità della sanità molisana” sostengono, è il mezzo più ingegnoso che si possa  confezionare in un sistema di piccole dimensioni demografiche dove  la qualità e l’eccellenza che pure esistono possono veramente creare, con un osmosi di saperi e professionalità di diversa esperienza e provenienza, un luogo di alta specialità capace di attrarre pazienti dalle regioni limitrofe e cancellare quella parte di mobilità passiva che costa alla sanità regionale e quindi al Bilancio oltre 65 milioni di euro. I Forum e i Comitati tengano presente anche di queste istanze avanzate questa volta dai cittadini e non soltanto dagli interessi o anche in alcuni casi dalle esigenze di una sanità più complessa e territoriale, da oggi con soddisfazione annotiamo che ci sono altri contraltari che fanno sentire la loro e che vanno certamente ascoltati. Se in Molise c’è una mobilità passiva così alta bisogna interrogarsi anche sul perché e ragionare meglio su pubblico e privato.

Aldo Ciaramella

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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