UIL – Il giorno della sanità

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CAMPOBASSO – Ancora sanità. Fine settimana con un parterre pieno di ospiti e di esperti. Dalle istituzioni al partenariato, dalle Associazioni ai Forum, ai Comitati, agli operatori sanitari. Tutti vogliono cambiare, ognuno ha una bandiera, un fronte su cui collocarsi ma nessuno, abbiamo l’impressione, che riesca a fare sintesi con l’altro come soggetto istituzionale per una sorta di rivalità personale e localistica più che ideologica e pratica sebbene in qualche modo le parole vadano in questo senso. La Uil ha celebrato ieri con l’arrivo del segretario generale Barbagallo la sua giornata regionale della sanità riempendo la sala della Costituzione della Provincia di Campobasso dove ha convocato tutti i soggetti e gli addetti ai lavoro, amministratori operatori etc, con successo al confronto sui Piani operativi. Un appello a cui hanno aderito con entusiasmo i nostalgici dell'<avevo detto io vent’anni fa> quelli <del Molise regione atipica sotto l’aspetto morfologico, demografico e sociale e quindi da adeguare ad altri parametri sociosanitari e quindi finanziari con la ripartizione del fondo sanitario>. Quelli che ormai credono che tutto è allo sfascio. Della serie <qui si  praticano soltanto tagli e si continuano a fare sprechi e coltivare nepotismi a favore chiaramente della sanità privata> Quelli che hanno sottolineato come il Molise conti poco nelle sedei decisorie romane <alla conferenza Stato Regioni facciamo valere poco le ragioni del Molise e del suo debito> Quelli romantici, dei sogni <Coltivo il sogno che pubblico e privato possano integrarsi per una medicina di qualità e di eccellenza>. E tanti altri. Poi la relazione del segretario regionale Tecla Boccardo che ha ripercorso le ormai note linee di condotta del sindacato da lei presieduto: sanità integrata al meglio tra pubblico e privato con la prima al protagonista di ogni iniziativa e centralità operativa e amministrativa, taglio agli sprechi, medicina territoriale da riconfigurare con estrema attenzione per evitare l’ingolfamento degli ospedali, riqualificazione degli ospedali, riconsiderazione del turn over con il pubblico, rimettere mano alle assunzioni. Successivamente enunciazione di numeri, numeri, dati e poi dati. Tutti buttati nella roulette del dibattito, sparsi nelle idee degli addetti ai lavori mai combinati in alcun percorso unitario condiviso. Il Governatore da parte sua dopo averli esposti in Consiglio regionale in conferenze stampa, in dichiarazioni pubbliche e così via li ha ricacciati per l’ennesima volta nel tentativo di convincere la platea sulle scelte operate. Un intervento tecnico molto preciso che ha avuto addirittura qualche applauso dopo i fischi e le contestazioni ricevuti altrove. E’ un buon segno evidentemente è un segnale di aperture di buon senso che può portare ad una soluzione più generale e partecipata, voluta da tutti, volta ad una naturale e obbligata mediazione attraverso compromessi che a questo punto sono inevitabili. Gli obiettivi del governo regionale sembrano garanzie visti così, hanno elementi di margini di contatto e di attrazione interessanti con alcune proposte del sindacato, resta da verificare da qui in avanti se il confronto in atto con i Forum e la parte politica dissidente riesca a partorire indirizzi insostituibili che soprattutto sul piano dell’individuazione di una rete assistenziale con un unica porta di accesso, possano accontentare operatori sanitari e cittadini. Insomma abbiamo assistito a di tutto e di più con molti sprazzi di luce all’orizzonte. Una passerella che ha dato sfogo a tutti, demagogica, a tratti, come al solito, per molte versioni date al pubblico. Un luogo e un direzionale di intenti importante che evidentemente il sindacato e quindi la Uil sono riusciti a generare in uno scenario di speranza se si accetteranno gli spunti comuni come parte integrante di una prossima idea unica di sanità da calare nell’accezione dei Piani operativi. Serve, poi, come richiesto, una sede di discussione, la casa della concertazione, quella che una volta avveniva nelle sedi istituzionali. Barbagallo l’ha rivendicato l’ha chiesto al governatore invitando e sollecitando lo stesso governo regionale a dare più spazio alle voci locali quelle che rappresentano la gente della regione affinché il Molise possa diventare laboratorio per l’elaborazione di nuove proposte di programmi di sistema unici e originali avendo il vantaggio di una piccola regione dove sulla carta si arriva prima alla formulazione e alla realizzazione di interventi e di cambiamenti.

Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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