LA POLEMICA – Scontro con Frattura, l’Acem rincara la dose

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CAMPOBASSO – Comunicati stampa a gogo. Poca comunicabilità diretta e rapporti sempre più tesi tra istituzioni opinione pubblica addetti ai lavori e associazioni e quant’altro. Ormai il confronto è solo a distanza e per questo inconcludente perché è tanto l’orgoglio e diremmo anche la superbia ormai in tutto e in tutti che si preferisce dialogare da lontano non concludendo, come si sa, nulla.
Dialogo a distanza e pieno di veleni accuse e risentimenti anche quello tra il vertice regionale e una parte degli imprenditori edili che fanno capo all’Acem, scritto e riportato ieri pomeriggio su note stampa attraverso le due segreterie. Accuse reciproche pesanti al di là del sentimento comune che rimane quello del lavoro e del saldo dei debiti per lavori compiuti e ancora non saldati finiti in un ritardo presunto e giustificato da normative che presto però dovrebbero essere sbloccati ed erogati ai legittimi creditori, in un clima di incomprensione e di sfiducia che ormai regna su tutto e che non aiuta nessuno creando un distacco sempre più lungo tra le istituzioni e i cittadini, gli operatori imprenditoriali e erogatori di servizi.
Il presidente Acem Corrado Di Niro chiamato in causa in maniera molto cruda dal presidente Frattura irritato o meglio sbigottito perché non riesce a farsi comprendere dalla guida dei costruttori locali, all’indomani di uno scambio di accuse abbastanza rovente risponde al presidente della Giunta sottolineando che la risposte di quest’ultimo contengono contraddizioni e sono prive di certezze riguardo in particolare ai pagamenti alle imprese:<In merito alle contraddizioni, Le chiedo come mai nel mentre afferma che a dicembre 2015 non ha ritenuto opportuno versare le somme pervenute  alla vecchia Agenzia Regionale di Protezione Civile perché in fase di liquidazione, ammette tuttavia di avervi trasferito proprio il 30 dicembre ben 2 milioni a titolo di anticipazione rispetto ai complessivi 27 milioni e lasciando aperto tra l’altro l’ulteriore interrogativo su che fine abbiano fatto i rimanenti  5 milioni di differenza, sui quali nulla viene detto. In secondo luogo, Lei che ostenta a caratteri cubitali  il rispetto delle regole,  dimentica che i ritardi accumulati (ab origine  la nuova Agenzia per la ricostruzione in base all’art. 21 della L. n. 8/2015 avrebbe dovuto essere costituita entro 90 giorni dalla sua entrata in vigore ossia entro il 3 agosto 2015, termine poi prorogato al 31 dicembre 2015) hanno violato ed indotto a violare le regole del  D.Lgs. n. 192/2012, di recepimento della direttiva europea contro i ritardati pagamenti, che stabilisce un termine di pagamento di 30 giorni o massimo di 60 in casi normativamente  stabiliti, abbondantemente superato.
Evidentemente in Italia ci sono norme che vanno rispettate ed altre che si possono volentieri tralasciare>. Sulla Corte dei Conti Di Niro ricorda al governatore come quest’ultima inviti alla valutazione di un’attenta programmazione soltanto per quelle opere che possano regolarmente essere pagate entro i tempi stabiliti dalla legge diversamente c’è il ricorso al danno erariale. Sulla rappresentatività per la composizione della cabina di regia al tavolo dell’area di crisi, le accuse non si smorzano<non sono i numeri della rappresentatività della Camera di Commercio – osserva Di Niro –  a dover determinare la sua composizione ma le circostanze di eccezionale gravità che stanno connotando il settore principale della nostra regione che, ribadisco,  Lei ha ignorato e continua ad ignorare>.
Sulle illazioni personali del presidente della giunta regionale nei riguardi di Di Niro quest’ultimo ribatte: <non intendo replicare perché non voglio portare il confronto a tale bassezza>.

Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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