SHOAH – Il dramma degli ebrei nei racconti di Ajò e Modiano

pasta La Molisana
Smaltimenti Sud
ristorante il monsignore venafro
faga gioielli venafro isernia cassino
stampa digitale pubblicità black&barry venafro
eventi tenuta santa cristina venafro

ISERNIA – “I giovani di oggi hanno una grande eredità.  Sono loro la mia speranza, faranno in modo di non vedere più quello che io ho visto e non permetteranno che i loro figli lo vedano“. Così Sami Modiano, uno degli ultimi sopravvissuti di Auschwitz, è intervenuto, nel corso di un collegamento telefonico, in diretta con l’Auditorium di Isernia, dove ad ascoltarlo c’erano circa 700 studenti delle scuole medie e superiori della provincia.

Come tanti sopravvissuti a quella “Fabbrica della morte”, che è stata Auschwitz-Birkenau, per molti anni Sami Modiano è rimasto in silenzio. Poi solo dieci anni fa, ha deciso di parlare. Di essere testimone di quegli orrori e raccontarli soprattutto ai più giovani.
Questa esperienza ti lascia punti interrogativi che ti tormentano per tutta la vita. Perché? Perché? Ti domandi. Da 10 anni però – ha detto dall’altra parte della cornetta – sono una persona felicissima, ho rotto il mio silenzio; sopravvivere alla fabbrica della morte ti fa capire che non si tratta di fortuna, ma che sei stato scelto. Nonostante la piaga che non si rimarginerà mai, i miei silenzi, le mie depressioni, i miei incubi ricorrenti, la mia forza sono i ragazzi che incontro tutti i giorni. Sono loro ad avermi dato una risposta sul perché di quello che è accaduto. Sono stato scelto come testimone. E a loro lascio questa pesante eredità.
Mi sentivo uguale a tutti gli altri ragazzi, frequentavo la terza elementare e da un giorno all’altro sono stato espulso perché di razza ebraica, fu un primo impatto doloroso – ha raccontato – Rifiutavo questa cosa a 8 anni e la rifiuto ora. Il giorno dopo ho capito che ero diverso e avevo una colpa, la colpa di essere nato ebreo. E’ una cosa che non accetto. Quel giorno ho perso la mia innocenza. Quella mattina mi ero svegliato come un bambino. La notte mi addormentai come un ebreo”.
A parlare di quei giorni, dell’allontanamento dalle scuole, del dolore di essere cacciati dai posti di lavoro, degli inganni perpetrati fino alla fine dai tedeschi, è stato invece Giorgio Ajò, l’unico bambino ebreo che dopo il 1938 frequentò, sotto il falso nome di Giorgio De Arcangelis, la prima elementare, in spregio alle leggi razziali e agli inasprimenti imposti dalla Repubblica di Salò.
Lui  l’8 settembre del 1943, data dell’armistizio, aveva solo cinque anni. Poco prima andò via da Roma e fu ospitato con la madre e la nonna in un paesino dell’Umbria. Quando la Capitale fu occupata dai tedeschi l’unico obiettivo degli ex alleati era quello di risolvere il “problema ebraico“. Suo padre era rimasto lì, nel quartiere San Giovanni, dove abitavano. E solo grazie all’aiuto di un maggiore della Guardia di Finanza, che viveva nel suo stesso palazzo, riuscì a scampare alla razzia tedesca e a ricongiungersi alla famiglia, vivendo con falsi documenti in Umbria, fino all’arrivo degli Alleati. Il parroco del paese era l’unico a conoscere le loro origini ebree. “Siamo stati aiutati da uomini giusti – ha affermato Ajò- ma in quel periodo non mancarono gli ingiusti. I circa mille ebrei deportati da Roma furono segnalati da cittadini romani per taglie di poche migliaia di lire”. A valere di meno, anche in questo caso, erano i bambini.

Un evento formativo e commovente per ‘non dimenticare’, ma soprattutto per combattere il negazionismo che ancora oggi, nonostante le inconfutabili prove di quanto accaduto in quegli anni, spesso riaffiora.

L’iniziativa, fortemente voluta dalla dirigente scolastica Anna Maria Pelle,  ha visto impegnati i ragazzi del liceo artistico e del linguistico ‘Cuoco Manuppella’ in monologhi, letture e nell’interpretazione musicale del toccante testo di Ilse Weber, poetessa ceca, che, per alleviare le pene dei piccoli ospiti del campo di concentramento, compose per loro una ninna nanna.  I docenti della scuola hanno organizzato e coordinato i lavori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Facebooktwittergoogle_plusmail

Pubblicità »

Futuro Molise
faga gioielli venafro isernia cassino
Maison Du Café Venafro
colacem

resta aggiornato »

WhatsApp Molise Network

LAVORA CON NOI »

PUBBLICITA’

Pubblicità »

colacem
Maison Du Café Venafro
faga gioielli venafro isernia cassino
Futuro Molise

resta aggiornato »

WhatsApp Molise Network

LAVORA CON NOI »

Aziende in Molise »

  • Maxi affari

    MAXI AFFARI

    by on
    Maxi affari srls SS85 Venafrana, 25+600 86077 Loc. Trivento Pozzilli (IS) © RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Bar il Centrale Venafro

    BAR IL CENTRALE

    by on
    Bar il Centrale Corso Campano, 34 – 86079 Venafro (IS) Telefono 0865 904280 © RIPRODUZIONE RISERVATA
  • power car officina meccanica venafro

    POWER CAR

    by on
    Power Car srls SS 85 Venafrana, 10 – 86079 Venafro (IS) Telefono 0865 900951 © RIPRODUZIONE RISERVATA
  • ASSIKURA ASSICURAZIONI

    by on
    Assikura assicurazioni di Siravo Fabrizio Via Alessandro Volta n. 4, 86079 Venafro (IS) Telefono 0865 250669 Cell. 335 1550250 © RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Forte Carni E Salumi La Porchetta

    FORTE CARNI E SALUMI LA PORCHETTA

    by on
    “Forte” Carni E Salumi La Porchetta Via Atinense, 86077 Pozzilli (IS) Telefono 371 3358072 © RIPRODUZIONE RISERVATA
  • La Taverna di Camillo

    LA TAVERNA DI CAMILLO

    by on
    La Taverna di Camillo Via Maria Pia di Savoia, 125 – 86079 Venafro (IS) Telefono 342 1267431 © RIPRODUZIONE RISERVATA
  • DIMENSIONE SPORT

    by on
    Dimensione Sport Corso Campano, 173 – 86079 Venafro (IS) Telefono 0865 902217   © RIPRODUZIONE RISERVATA
error: