SISMA – Ponteggi in legno e casette prefabbricate ancora dopo 14 anni

eventi tenuta santa cristina venafro
sanificazione disinfezione pulizia venafro isernia
Maison Du Café Venafro
pasta La Molisana
stampa digitale pubblicità black&barry venafro
faga gioielli venafro isernia cassino
Smaltimenti Sud
ristorante il monsignore venafro

CAMPOBASSO – Andiamo al contrario per ripartire da un sentimento che genera maggiore realismo. E titoliamo: “nel cratere della paura ritorna il sisma”. Due scosse di buon mattino di discreta intensità fanno tremare le case di 13 paesi, ancora molti da ricostruire, e riacutizzare il malessere dei suoi abitanti e soprattutto dei primi cittadini, impotenti di fronte alla natura ma soprattutto al cospetto di un sistema di ricostruzione che in 14 anni ha prodotto ritardi, ricorsi amministrativi, problematiche sociale di ogni tipo e soprattutto la mancata erogazione di fondi. Paura in due paesi in particolare. A Ripabottoni e Bonefro. I due centri dei monti Frentani dove è stato individuato l’epicentro del sisma. Per fortuna nessun danno serio, se non qualche cedimento di ponteggi in legno in piedi dal 2002 a protezione di case naturalmente da restituire alla loro agibilità. Scuole chiuse a Ripabottoni oggi, ma da domani si ritorna nelle aule. Qui sebbene ci si trovi ancora lontani dal riportare la ricostruzione a livelli accettabili rispetto agli altri centri del cratere, la popolazione deve ancora convivere con puntelli di legno, tunnel a incastro di ferro a difesa di muri semicrollati o giù di lì. Una situazione non di poco conto per l’incolumità pubblica che questa mattina è stata visionata anche dal consigliere regionale delegato alla Protezione civile Ciocca che ha promesso un’accelerazione sui Peu. A Ripabottoni, infatti, stranamente la ricostruzione assegnata al pubblico ristagna e va per le lunghe, quella eseguita dal privato va avanti spedita. Alla faccia del pubblico! Anche a Ripabottoni da quanto riferisce il suo sindaco Orazio Civetta resistono ancoraggi  in legno, casette prefabbricate ospitanti 2 famiglie e una vertenza al Tar con controricorso ancora al Tribunale amministrativo prodotto per il mancato inserimento di una ventina di Peu nella graduatoria della ricostruzione per una mancata erogazione di una decina di milioni di euro. Finanziamento che la nuova amministrazione regionale avrebbe dovuto corrispondere anche se il ricorso è antecedente e quindi appartenente al governo Iorio. Insomma problemi su problemi per una ricostruzione seguita si e no  al 50% e che andrà avanti, anzi a rilento, per molto. A Bonefro paura tanta, danni evidenziati attraverso crepe nei muri del vecchio centro storico, lezioni regolari nelle scuole oggi e anche domani. La ricostruzione qui è <drammatica>. Ferma con una decina di famiglie ancora nelle casette di legno fuori dal paese, qualche altra in autonoma sistemazione e circa 50 milioni di euro ancora da reperire per riparare le case di classe A ma soprattutto per programmare un risanamento a questo punto indispensabile dopo i danni del 2002 aggravatisi negli anni, dei fabbricati che pur non rientrando nei Peu e quindi nella ricostruzione ufficiale potrebbero cadere l’uno sopra l’altro generando disagi e intasamenti o una sorta di trappola per oltre metà paese. Con lo smantellamento della Protezione civile a Bonefro, inoltre, l’amministrazione comunale senza il tecnico assunto in precedenza con le normative del post sisma, ha dovuto affidarsi a proprie spese per l’assunzione temporanea di un tecnico esterno senza il quale avrebbe dovuto fermare i lavori di quei pochi cantieri aperti. Insomma un quadro molto critico e umiliante sotto alcuni aspetti, con la gente che ha dovuto subire un assaggino di paura dopo quella, tanta, di 14 anni fa ma soprattutto ha dovuto constatare quanto persista disperata la consapevolezza che nessuna situazione giova all’adozione di provvedimenti fermi e certi che non consentano più umiliazioni sociali e forse politiche di questo tipo. I soldi sperperati, se ci sono stati, non possono essere una condanna per chi vive ancora in casette scorticate e umide di legno o per sindaci giovani di ultima generazione che adesso devono rincorrere avvocati e sentenze e soprattutto questa politica per ritrovare e vedersi riconosciuti per se e per i propri concittadini i diritti sacrosanti che rimangono quelli di riavere una casa dove ripararsi dal freddo e dal…. terremoto.

Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Facebooktwittergoogle_plusmail

Pubblicità »

venafro farmaciadelcorso glutenfree
panettone di caprio
panettone artigianele natale di caprio
faga gioielli venafro isernia cassino
colacem

resta aggiornato »

WhatsApp Molise Network

LAVORA CON NOI »

PUBBLICITA’

Pubblicità »

panettone di caprio
colacem
venafro farmaciadelcorso glutenfree
panettone artigianele natale di caprio
faga gioielli venafro isernia cassino

resta aggiornato »

WhatsApp Molise Network

LAVORA CON NOI »

aziende in molise »

error: