SCUOLA – Concorso docenti: la CGIL resta critica, ma organizza corsi informativi

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CAMPOBASSO – E’ stato pubblicato, nei giorni scorsi, il bando del nuovo concorso per più di 63mila docenti. 310 i posti messi a concorso in Molise, così ripartiti: per l’Infanzia 49 posti comuni e uno sul sostegno, per la primaria 95 posti comuni e 3 per il sostegno, per la Secondaria I grado 50 e 2, per la Secondaria II grado  104 e 2, per Italiano 2 e 2 per lingua. Le domande si possono presentare fino al 30 marzo 2016. Al concorso potranno partecipare solo i docenti precari in possesso dell’abilitazione/idoneità per lo specifico insegnamento. Per il sostegno è necessaria anche la specializzazione.
Per aiutare quanti vogliano partecipare, domani 7 marzo alle ore 15,30, presso la sede regionale  della CGIL Molise a Campobasso, si terrà il primo incontro informativo sulle regole per la partecipazione al concorso e sui moduli formativi di preparazione proposti da Proteo fare Sapere, insieme alla FLC CGIL Molise.
Il concorso – affermano dal sindacato – ripropone un modello che non ha recepito le prescrizioni della Corte di giustizia europea, le quali chiedevano all’Italia di assumere in ruolo il personale della scuola con 36 mesi di lavoro su posti disponibili e vacanti. Pur riconoscendo che il concorso pubblico rimane il sistema di reclutamento più trasparente, va ribadito che con questo non si rispettano le indicazioni comunitarie.
A ciò va aggiunto l’impianto autoritario della legge 107 del 2015 che, con la chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici, mette in discussione la libertà d’insegnamento“.
Nei mesi scorsi le organizzazioni sindacali unitariamente hanno presentato  un ricorso al TAR contro le disparità del piano straordinario di assunzioni, il cui esito si avrà nel maggio prossimo.
Sosterremo le ragioni di chi ha diritto alla stabilizzazione, al di là del concorso ordinario. L’obiettivo rimane la definizione di un piano pluriennale di stabilizzazioni che, sulla scia della direttiva europea, riconosca i diritti acquisiti mediante la reiterazione dei contratti. Occorre cancellare la norma della legge 107/15 sul divieto di rinnovo dei contratti di supplenza oltre i 36 mesi che rischia di provocare licenziamenti, discriminazioni e caos nelle scuole“.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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