GIUSTIZIA – Corte d’Appello e Tribunali si accelera verso la loro cancellazione

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CAMPOBASSO – Corte d’appello di Campobasso e ora si parla con insistenza anche di cancellazione dei due Tribunali di Isernia e Larino. Il processo di riformulazione dei presidi giurisdizionali sul territorio italiano messo in atto con il governo Renzi e portato avanti dalla commissione parlamentare Vietti sembra non arretrare di fronte alle richieste e alle pressioni del momento che arrivano da Comitati, dagli ordini professionali e dal popolo del Molise. Il Ministero della giustizia e i suoi organi tecnici collegati vanno avanti per la loro strada prevedendo quindi la riconfigurazione evidentemente interregionale delle Corti d’appello laddove non se ne ravvisa la necessità sulla base di numeri e di studi di settore e a questo punto anche l’eliminazione di Tribunali. E il Molise sta dentro mani e piedi in questo progetto che vedrebbe l’azzeramento dei due palazzi di giustizia e delle loro funzioni di Larino e Isernia catalogati tra i piccoli Tribunali da sopprimere. Il provvedimento in fase di elaborazione è inutile dirlo condurrebbe ad un netto impoverimento del tessuto sociale quello coinvolto nella rete dei servizi al cittadino con disagi enormi di ordine psicologico e finanziario. Una battaglia, pertanto, se le cose stanno così, da riposizionare evidentemente su diverse iniziative. Non bastano gli appelli e gli interventi della <piazza>  quelle di carattere popolare e quindi provenienti dalla base e dagli addetti ai lavori, serve un fronte politico formato dal gruppo parlamentare regionale unito compatto e motivato, coadiuvato da rinforzi trasversali di appartenenti alla Camera dei deputati e al Senato per portare le ragioni del Molise e della sua identità. Un’azione forte non scomposta da appartenenza politiche che non va limitata alle lettere, ai comunicati stampa o ai “chiacchiericci” casuali con quel ministro o quel sottosegretario, ma condotta portando alta la bandiera delle ragioni e delle motivazioni dell’intoccabilità di un presidio insopprimibile. I nostri rappresentanti romani devono realizzare un fronte politico che crede a quanto mette in campo e che evidentemente ponga le basi almeno per rivedere i criteri della ridisegnazione della giustizia italiana su alcune parti come queste. La perdita della Corte di appello e di alcuni Tribunali, vogliamo ricordarlo ai nostri parlamentari e agli alti rappresentanti istituzionali della regione, è la fine irrevocabile di un inizio che a catena riproporrà lo smantellamento, ormai studiato e ora presentato fuori con un impianto di comunicazione a goccia apparentemente indolore, della Regione, come entità autonoma, e delle sue forme e strutture istituzionali, giuridiche e di diritto pubblico in essa rappresentate che sino a oggi hanno offerto al cittadino la garanzia delle loro funzioni e quindi l’utilizzo in un apparato locale di ampia democrazia fuori da ogni forma di subalternità e dipendenza. La prossima visita del presidente della Repubblica il 22 aprile, in Molise sia l’occasione per presentare al Capo dello Stato anche presidente del Consiglio superiore della magistratura i timori di un popolo che mai come in questo momento si trova sotto le forbici evidentemente di una riforma istituzionale i cui tagli trasversali straccerebbero i sacrifici di 50 anni di autonomia di riconquiste sociali e di riequilibrio di una logistica istituzionale che se venisse meno sarebbe un castigo fatale per il Molise.

Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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