CORTE DEI CONTI – In alcuni settori corruttele e scarsi controlli

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CAMPOBASSO – Spese pazze della politica, soprattutto le fughe in avanti nei costi dei gruppi, la mancanza di adeguata ponderazione del vincolo costituzionale nella copertura delle spese con effetto moltiplicatore nella legittimazione di ulteriori spese aggiungendo indebitamento a indebitamento e una situazione sanitaria e negli altri settori dove le obiezioni e i rilievi contabili e giudiziari sono stati molteplici. Occhi puntati ovviamente sulla Regione e sui suoi comparti amministrativi e produttivi dove la lente di ingrandimento e la denuncia della Corte dei Conti sono abbastanza attente.  L’ente di via Genova sebbene persegua una  fase di aggiustamento rispetto al passato abbastanza lodevole è ancora lontana dall’obiettivo  del pareggio finanziario e alla mitigazione di alcune criticità che viaggiano con problemi strutturali posizioni personalistiche e conti finanziari non di poco rilievo. Nella giornata dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2016 della Corte dei Conti sezione giurisdizionale per la Regione Molise i vertici di quest’ultima nelle rispettive relazioni pur mettendo senza incertezze il dito nella piaga della res pubblica locale hanno cosparso qua e là un po’ di zuccherino sull’azione politica e amministrativa intrapresa dal governo regionale che sebbene si sforzi di ricavare tagli dalla spesa pubblica, politica e amministrativa si invita a fare maggiore attenzione, come rileva la Corte, a reinvestire per i cittadini quanto viene risparmiato e quindi a programmare interventi per il lavoro soprattutto per le nuove generazioni. Sul fronte dei risparmi le osservazioni secondo quanto ha riferito il presidente Micheal Sciascia, trovano concreti riferimenti soprattutto nella cancellazione e nella rivisitazione degli enti subregionali che spesso presentano disequilibri finanziari, nei deficit strutturali delle società in house e nel Bilancio regionale. E’ necessario eliminare perciò <nella pieghe più nascoste le spese poco produttive o assolutamente inutili e destinare tali somme per sostenere ed incentivare iniziative fruttuose per l’occupazione e lo sviluppo>. Dito puntato sui finanziamenti dell’unione europea specialmente in agricoltura e per la formazione professionale. Per quest’ultime continuano <a risultare spesso purtroppo destinati ad iniziative fittizie ed ottenuti attraverso falsificazioni documentali in un sistema di scarsi controlli e di corruttela come nel campo del finanziamento dell’agricoltura. E al riguardo la Corte dei Conti evidenzia che numerose sono state al riguardo le pronunce della Sezione che hanno rilevato un sistema di inefficienza e connivenza che hanno costretto la stessa Corte ad azioni revocatorie e a sequestri conservativi a tutela delle ragioni erariali.  Sul sistema sanitario e sul debito del settore che supera di poco i 400 milioni di euro, ammortizzato con recuperi delle perdite e attraverso un mutuo di circa 200 milioni di euro, la Corte rileva che <la persistente incertezza continua a determinare ritardi nella razionalizzazione del sistema sanitario regionale che presenta alti costi di produttività soprattutto per quanto riguarda la rete ospedaliera ed ancor più per i piccioli ospedali da riconvertire in strutture territoriali>. L’invito, quindi, al Governatore  a recuperare i parametri fissati dal Rientro attraverso una concertazione degli interventi. Violazioni delle normative nei lavori pubblici non si contano. Poche le gare pubbliche tanti gli affidamenti diretti e le consulenze, gli incarichi professionali e l’aggiudicazione dei lavori con rinnovi di incarichi esterni alle strutture aziendali. Malissimo la gestione del personale in regione per corresponsione di incentivi a pioggia, compensi, indennità speciali ed emolumenti non dovuti. Un fenomeno, come rimarca la Corte dei Conti Molise, molto generalizzato causato dalla mancanza di controlli e costituito dal mancato rispetto dell’orario di servizio da parte del personale dell’Asrem e della Regione dove si timbra il cartellino e spesso si è fuori dalla sede di lavoro. Ci fermiamo qui ma l’elenco di casi, episodi e fenomeni diventati ormai costume giornaliero, abitudine incontrollata nella conduzione e  gestione pubblica con tutti i suoi addetti ai lavori è lunghissimo. La corte dei Conti ha presentato il costume Molise agli addetti ai lavori sulla base di quanto ha studiato, verificato, indagato, processato, a quelli, quindi, che dovrebbero controllare ma che spesso non lo fanno o ci passano sopra, come si suol dire. Ha ammonito a guardarsi bene dall’irrorare prebende premi e incentivi a quelli che nelle amministrazioni  non lo meritano penalizzando coloro che lavorano e quindi in possesso di capacità professionali ed etiche ma non sono riconosciuti tali da nessuno nel caso dal datore di lavoro, la Regione, di quelli che fanno politica ma che evidentemente presentano anche lo scontrino del caffè (è un eufemismo il caffè, per non dire altro come è stato accertato dalla giustizia contabile) sul rendiconto del gruppo o della Regione, di quelli che privilegiano gli amici e gli amici degli amici, di quelli che affidano i lavori senza alcuna regola giuridica con affidamento diretto sulla discrezionalità senza mai fare Bandi. Insomma il momento è di seria riflessione. La Corte dei Conti Molise denuncia e quindi invita a ponderare ogni iniziativa amministrativa e contabile. In una piccola regione come il Molise di modeste dimensioni demografiche quanto rilevato è enorme e preoccupante. Un dato per capire: il valore delle condanne irrogate ammonta a 4.388.089,85 euro a cui vanno aggiunte le condanne deliberate nel 2015 e non ancora pubblicate. E’ il momento che la Regione, sulla carta il motore dell’economia regionale, riveda i suoi apparati e meccanismi, le sue risorse umane individuando chi può condurre la navicella Molise fuori dalla procella riqualificando e riconoscendo capacità che ce ne sono tante e spedendo a casa chi ha dimostrato negli anni di aver provocato danni e salvaguardato interessi personali anche attraverso la politica. Il monito della Corte dei Conti è chiaro come incoraggiante è anche il riconoscimento degli sforzi messi in campo che sono ancora pochi, insufficienti.

Aldo Ciaramella      

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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