AMBIENTE – Termovalorizzatore Pozzilli, Legambiente: “Spegnerlo per sempre”

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POZZILLI – “Non ha nessun senso oggi continuare a puntare sul recupero energetico dei rifiuti attraverso impianti, come il termovalorizzatore di Pozzilli, che di fatto impediscono una gestione dei rifiuti virtuosa che passi per le esperienze e le buone pratiche di economia circolare, in discussione a livello europeo e già in campo in molti territori“.
E’ critica Legambiente Molise che punta il dito contro l’incenerimento.
“L’andamento della produzione di rifiuti solidi urbani è da anni in calo e ci sono oggi tutte le soluzioni tecnologiche per lavorare sul recupero di materia e sul riciclo. Manca però – affermano –  una politica nazionale che punti con decisione su questo settore, mentre si continua a considerare la termovalorizzazione dei rifiuti come l’unica alternativa alla discarica, con tutte le problematiche annesse e connesse a livello di emissioni e ricadute sulla salute pubblica che da essa derivano.
Il Molise mette in evidenza questa situazione. Per anni le tematiche ambientali ed in particolar modo quelle relative alla differenziazione dei rifiuti sono state considerate di minore importanza, al punto da aver oramai portato quasi alla saturazione la discarica di Montagano e di essere fermi ad una percentuale di raccolta differenziata irrisoria, pari al 24%”.
Per compiere la rivoluzione nel settore della gestione dei rifiuti a livello regionale, secondo l’associazione ambientalista c’è bisogno di un ragionamento a più ampio respiro, perché ammoniscono: “se non ci sarà un impegno di tutti volto a far salire la percentuale di raccolta differenziata sarà impossibile uscire dalla dittatura di discariche ed inceneritori“.
Per Legambiente Molise la priorità è quella della prevenzione, del riuso, della raccolta differenziata, del compostaggio, del riciclaggio.  “Occorre sostituire la vecchia impiantistica con le tecnologie che consentono il recupero di materia, impianti di compostaggio e digestione anaerobica per l’organico selezionato, e far spazio alle politiche legate alla riduzione, al riuso e al riciclaggio. Questa è la vera e unica opportunità di spegnere per sempre il termovalorizzatore di Herambiente”.
Alla Regione poi chiede anche “delucidazioni riguardo al progetto di realizzazione di un impianto per la valorizzazione delle frazioni secche provenienti dalla raccolta differenziata dei rifiuti con annessa discarica di servizio, ipotizzato dalla Giuliani Enviroment in prima battuta ad Oratino, avente come obiettivo la produzione di materie prime seconde e CSS. Non vediamo -concludono dall’Associazione – le necessità di avviare un nuovo impianto per la produzione di CSS, se non quella di fornire combustibile agli impianti della piana di Venafro per mantenerli in vita”.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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