CRISI – E’ prossima a scomparire anche la MDT subentrata alla gloriosa CMV (Costruzioni Meccaniche Venafrane)

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VENAFRO – Sta per essere scritta purtroppo la parola “fine” a quella che negli anni ’50/’60 rappresentò la prima pietra dell’industrializzazione nel Venafrano, dando lavoro per decenni a numerose famiglie operaie di Venafro e dintorni, conferendo un impulso assai sostanziale all’economia dell’intero Molise occidentale e raggiungendo in breve i più che meritati apici industriali nazionali ed internazionali nei settori della geognostica e trivellazioni del sottosuolo, tramite macchinari d’avanguardia ideati e realizzati a Venafro da maestranze della città e dei centri limitrofi. Il tutto grazie a due personaggi -Vincenzo Di Lauro e Vincenzo Passarelli, operai e venafrani doc- che seppure provenienti dalla più classica “gavetta” seppero creare lavoro, economia ed una industria, la CMV (Costruzioni Meccaniche Venafrane), che in breve s’impose all’attenzione internazionale per i macchinari realizzati da maestranze molisane nei capannoni venafrani lungo la Statale 85 (ingresso sud della città) richiesti e venduti in tutto il mondo. Ebbene di siffatta positività, da decenni sostituita da altre sigle quali Geomeccanica prima, sempre venafrana, e quindi MDT di provenienza parmense, della positività originaria della CMV a breve non resterà che uno sbiadito e lontanissimo ricordo. L’attuale MDT infatti, che aveva ereditato stabilimento, lavoro e mercato della predetta Geomeccanicageomeccanica “figlia” dell’originaria CMV, sta per chiudere e rientrare nel parmense da dove pochi anni orsono era arrivata. L’infausta conclusione altro non sarebbe se non l’effetto impietoso della crisi che anche i settori di geognostica e trivellazioni del sottosuolo stanno conoscendo col calo conseguente delle commesse, dal che appunto la decisione della MDT di chiudere definitivamente i battenti a Venafro. Se tanto sarà, cioè se MDT se ne tornerà al nord anche se i sindacati si stanno adoperando per un recupero in extremis della situazione, l’intera industrializzazione del Venafrano subirà altro dolorosissimo tracollo. In effetti ad iniziare negli anni ‘50/’60 la fortunata prima era industriale nell’estremo Molise occidentale era stata proprio la CMV,cmv sotto la spinta dei suoi impareggiabili ideatori: i citati Vincenzo Di Lauro, vera mente del tutto ed autentico capitano d’azienda, e Vincenzo Passarelli, che nonostante i successi meritatamente incassati a 360° non rinunciò mai alla sua vera e più schietta natura di operaio. Oggi, con MDT con la valigia praticamente pronta, si sta cercando in qualche modo di salvaguardare lavoro ed economia rappresentati dall’azienda, ma il destino futuro dei capannoni all’ingresso sud di Venafro purtroppo sembra ormai segnato. Che tristezza per la città!

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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