GIUSTIZIA – Danno erariale da 30mila euro, Carrese ancora sotto i riflettori

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CAMPOBASSO – La Carrese, manifestazione simbolo del Basso Molise, torna a far parlare di sé. Questa volta per “danno erariale”.
Sotto la lente della giustizia contabile ci sarebbero le spese sostenute, tra il 2008 e il 2013, da una delle amministrazioni locali per l’organizzazione l’evento. In particolare all’attenzione degli inquirenti risulterebbero alcuni importi erogati a un’emittente televisiva locale: 36.200 euro comprensivi di Iva, versati dall’Ente comunale per la fornitura del servizio di ripresa televisiva, negli anni 2010-2013.
La Corte dei Conti ha contestato all’Amministrazione l’affidamento diretto, in assenza di una procedura ad evidenza pubblica e la mancata indagine di mercato per verificare la convenienza economica delle condizioni praticate dal fornitore, senza valutare le condizioni di eventuali concorrenti che avrebbero potuto offrire le stesse prestazioni magari a prezzi più vantaggiosi, o addirittura a titolo gratuito.
La somma per cui è scattata la chiamata in giudizio contabile ammonta a 30mila euro. L’iva, pari a 6.200 euro, è stata decurtata dal totale contestato, dal momento che tali somme, pur costituendo esborso finanziario a carico delle finanze comunali, integrano al tempo stesso un’entrata per l’amministrazione finanziaria.
“Tale affidamento – affermano dalla Corte dei Conti – ha avuto luogo in totale spregio del confronto concorrenziale imposto dalla normativa comunitaria e nazionale, nonché dai principi costituzionali di buon andamento e imparzialità dell’amministrazione e dai criteri di economicità, efficacia, efficienza, pubblicità e trasparenza dell’azione amministrativa. Rilevata anche la  violazione della disciplina delle erogazioni e degli affidamenti a soggetti terzi prevista dal regolamento comunale”.
La vicenda è emersa nel corso dell’avvio dell’anno giudiziario, a rivelarlo è stato lo stesso procuratore regionale della Corte dei Conti Carlo Alberto Manfredi Selvaggi. Chiamati a rispondere sono il sindaco, l’assessore con delega alla Cultura, il segretario comunale, il responsabile del servizio amministrativo competente e il RUP. A denunciare la condotta dell’amministrazione erano stati alcuni consiglieri di minoranza dello stesso Comune.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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