EDILIZIA – Dramma sociale ed economico

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CAMPOBASSO – Un vero dramma sociale e occupazionale chiamato edilizia. A riproporlo e a rivelarlo ancora all’opinione pubblica, dopo le accuse e i veleni dei giorni scorsi generatisi tra l’Acem e il governatore Frattura, è l’Ance, (l’associazione costruttori del Molise aderente alla Confindustria) e i tre sindacati Cgil Cisl e Uil. Un quadro desolante se ancora ve ne fosse bisogno di denunciarlo, imprese al collasso, molte fallite, e lavoratori la maggior parte anche senza paracadute previdenziali lontani dal lavoro da oltre tre anni quindi senza alcuna sostegno economico minimo. Lo hanno esposto stamattina  la scuola edile, il presidente dell’Ance Umberto Uliano e le categorie di settore della triplice sindacale. La vita delle imprese rimaste ancora in piedi ma ormai verso il loro traguardo terminale dell’attività imprenditoriale hanno un’ ultima chance quella di poter aderire ai Bandi del programma viabilità che ha come scadenza il 30 giungo pena il ritiro dei fondi da parte dei Ministeri competenti. Roberto D’Aloia della scuola edile di Campobasso, l’ente che meglio di tutti ha il polso della situazione nel campo dell’edilizia potendo monitorare tutto quanto accade tra i datori di lavoro e quelli che operano con quest’ultimi, ha spedito un ultimo appello drammatico al governo regionale e al Governatore Frattura sottolineando come sia sia creata una situazione in gran parte di non ritorno con la perdita, negli ultimi 5 anni, di oltre 5 mila posti di lavoro, quelli accertati a cui se ne devono aggiungere almeno altrettanti nel sottobosco del “nero”, e l’agonia delle imprese alcune cadute nella rovina finanziaria e non più rialzatesi. Da circa 200 imprese, quelle ufficiali registrate negli albi istituzionali o associativi, oggi se ne contano meno di 1500. Di fronte a tanto l’Ance e Cgil Cisl e Uil denunciano che il governo regionale nulla ha fatto per lenire le sofferenze di settore neppure appaltando con una certa speditezza quei 91 milioni di euro destinati alla viabilità regionale relativi a 55  interventi ben individuati sul territorio locale, una goccia nel mare in un panorama di totale dissesto idrogeologico ma comunque apprezzabili per ridare un flacone di ossigeno a qualche centinaia di imprese e quindi riportarle a ossigenarsi finanziariamente con lavori e interventi di riadeguamento e di costruzione di strade. Umberto Uliano, infatti, al riguardo ha sottolineato che: <Ora si corre il rischio di perdere un buon 15% del finanziamento se entro giugno non si appaltano  lavori cantierabili che con un po’ di buona volontà in qualche settimana potrebbero iniziare e soprattutto se si perde la possibilità di riportare ad attività quella miriade di ditte che al momento sono ferme totalmente e che attendono una goccia di carburante per accendere il motore>. Una situazione delicatissima esplosiva se è vero come è vero che ci sono i soldi e che non si spendono per motivi che nessuno sa o perché la macchina amministrativa e tecnica regionale perde tempo nella giungla delle competenze o delle attribuzioni tecniche di una programmazione annunciata, come si sa, lo scorso anno quando vennero garantiti tempi molto accorciati e brevi per l’inizio delle opere. Di fronte ad uno stadio terminale operativo gli imprenditori, pertanto, hanno dichiarato di non avere più né pazienza né tempo per attendere. Entro il 31 marzo o avranno certezze certificate di ripresa e quindi di inizio di lavori o comincerà una lunga mobilitazione del settore.

Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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