
AGNONE – A distanza di 582 anni, è necessario riconciliarsi con San Giovanni da Capestrano (1386-1456). Dopo un primo tentativo, nel 2008, da parte dell’Università delle Generazioni, ci prova ora il 52enne Fabio Verdone, artista e regista teatrale.
Era il 1434 quando, durante le predicazioni pasquali, il santo – ben noto agli agnonesi – maledisse i “troppo litigiosi, orgogliosi e implacabili” abitanti del centro altomolisano e fuggì via, così indignato da scrollare dai suoi sandali la polvere delle strade di questa “città maledetta”.
Da allora la “sindrome della maledizione di San Giovanni da Capestrano” aleggia sulle sventure del paese. Ed è ben conosciuta da tutti, anche dai bambini.
Già anni fa, l’Università delle Generazioni, su idea del parrucchiere Raffaele Scampamorte, cercò di convincere gli agnonesi a riavvicinarsi al santo, facendo partecipare, all’annuale processione di Capestrano (Aq), il gonfalone del Comune di Agnone.
Adesso Verdone osa di più: portare in processione, per le vie di Agnone, la statua del santo che, oltre ad essere il patrono del paese di Capestrano è anche patrono dei cappellani militari.
Un evento che Verdone intende organizzare già nel corso della prossima estate, magari nella settimana di ferragosto, quando la città altomolisana sarà gremita di gente e, in particolare, di agnonesi rientrati per le vacanze.
Intanto, il regista ha avviato una indagine su “Facebook” per sapere dalla cittadinanza, residente dentro e fuori i confini comunali, che cosa pensi di un ritorno del santo.
Dopo la Pasqua, Verdone contatterà i vescovi di Trivento, Domenico Scotti, e quello di Sulmona, Antonio Spina, nonché i parroci agnonesi e le autorità civili e religiose del paese abruzzese, per avere il loro beneplacito ad una solenne processione e ad altri riti propiziatori per intenerire l’animo popolare ed indurlo alla storica riconciliazione.
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