
PETACCIATO – Canti e slogan sulla pace, accompagnati dal rullo dei tamburi dei migranti. Domani 21 marzo, gli ospiti del Centro di prima accoglienza Le Dune parteciperanno alla manifestazione “I Tamburi della Pace” che vedrà protagonisti i ragazzi dell’Istituto scolastico comprensivo di Petacciato, che da alcuni anni aderisce all’evento promosso, organizzato e proposto a tutte le scuole da due organizzazioni internazionali denominate “École Instrument de Paix” (E.I.P Italia – Scuola Strumento di Pace) e dalla “Maison International de la Paix” sul tema della pace e dei diritti umani.
La manifestazione avrà inizio alle ore 9,15 con il corteo degli studenti e dei docenti della Scuola Secondaria di I grado di Petacciato, che da Viale Pietravalle raggiungerà la Scuola Primaria, dove è stato allestito un palco. Qui gli alunni e alcuni migranti leggeranno brani e reciteranno poesie sulla pace. A concludere un flash mob per la pace, accompagnato sempre dai tamburi.
Martedì, 22 invece, i migranti incontreranno alle 9.30 i ragazzi delle classi terze della scuola media dell’Istituto Comprensivo di Petacciato presso il Centro Anziani. Dopo i saluti della dirigente scolastica e del sindaco, tre migranti, due provenienti dal continente africano (Costa d’Avorio e Somalia) e uno dal continente asiatico (Pakistan), racconteranno la loro storia, i luoghi da cui provengono, il viaggio per raggiungere l’Italia, descrivendo il loro percorso umano e “geografico”, facendosi accompagnare da immagini e video fotografici personali e risponderanno alle domande e alle curiosità degli studenti.
Le iniziative rientrano nell’ambito del progetto “La scuola incontra i migranti”. “L’obiettivo – spiegano i promotori – è quello di porre in risalto la tematica dell’integrazione e dell’inclusione ed è stata l’occasione per gli immigrati di implicarsi in maniera più diretta con il territorio; mentre gli allievi dell’Istituto scolastico avranno modo di conoscere, grazie alle tre testimonianze, usi e costumi dei loro Paesi di provenienza, culture e tradizioni diverse da quella italiana, nonché il viaggio compiuto per raggiungere l’Italia, che sono divenute possibilità di riflessione su di sé, sul proprio vissuto e sugli altri“.
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