VENAFRO – Si allarga la protesta nei confronti del Consorzio di bonifica

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CONZORZIO DI BONIFICA – Le obiezioni: da una parte aumento dei tributi senza garantire i servizi, dall’altra la richiesta di tributi anche a chi da tempo non fruisce delle prestazioni consortili ricadendo le loro proprietà in aree urbanizzate da decenni. Ricordate l’idea dei cosiddetti “C.N.M.”  di Venafro e dintorni, alias “Consorziati Nostro Malgrado”, che hanno programmato di contattare “Gabibbo” di “Striscia”, notorio e seguitissimo programma serale di Canale 5, -cosa che avverrà nell’immediato, anticipano gl’ideatori del tutto- per manifestare pubblicamente il loro disappunto in merito a tributi richiesti senza ricevere in cambio alcun tipo di servizio dal richiedente, leggi Consorzio di Bonifica di Venafro, ricadendo le loro proprietà da tanti decenni in aree del tutto urbanizzate e come tali lontane “anni luce” da quanto il citato ente eroga a favore degli altri consorziati, ossia miglioramento fondiario, bonifica ect.? Ebbene l’onda della protesta popolare sembra destinata ad aumentare d’intensità, sentito che altri consorziati dello stesso ente hanno deciso di puntare i piedi a terra e far sentire le loro ragioni sempre in merito a tributi consortili richiesti anche con tanto di aumento (c’è stata di recente una lievitazione del 5% a seguito di deliberato della deputazione consortile, ossia il consiglio di amministrazione dell’ente) senza che l’ente provveda a garantire ai predetti “protestanti” un servizio basilare quale l’irrigazione. E’ quanto accade, fanno sapere gl’interessati, in località Tenaccio della vasta pianura venafrana su un’area di circa 30 ettari di terreno compresi tra linea ferroviaria per Cassino, la provinciale per Roccapipirozzi ed il fiume San Bartolomeo, zona sprovvista di rete di irrigazione. “Siamo costretti -informano gli agricoltori alle prese col sostanziale problema- ad entrare in proprietà private altrui per collegare i tubi dell’irrigazione. Un sistema, è facile capirlo, nient’affatto agevole e soprattutto dannoso per l’economia del nostro lavoro agricolo. Ci preme sottolineare che si è ampliata la rete irrigua verso l’alto Casertano, dimenticando però determinate aree del Venafrano. Eppure, e piace dirlo in dialetto, “ Che c’ vò? “, che ci vuole per garantire anche a noi del Tenaccio un servizio essenziale e  basilare come l’irrigazione? Assolutamente poco, ma intanto tutto dorme ! Perciò ci ritroviamo ad essere, sempre per dirla in dialetto, “ Mazziat’ e … curnut’ “, ossia costretti a pagare tributi anche con gli aumenti senza ricevere quanto ci spetta, ossia l’indispensabile irrigazione dei nostri terreni!”. Ed allora quale la vostra richiesta/proposta da girare all’ente di bonifica? “Chiediamo che anche la località Tenaccio e quindi i nostri 30 ettari di terreno vengano serviti e regolarmente irrigati, in modo da consentirci lavoro, produzione e ricavi, elementi indispensabili per le nostre attività agricole”.

Tonino Atella

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