ECONOMIA – Poste, si sta smantellando l’ultimo baluardo

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CAMPOBASSO – Recapito postale con il contagocce. Dal 13 giugno la consegna a domicilio della posta avverrà a giorni alterni in tutti i Comuni della Provincia di Campobasso tranne che per il capoluogo di regione e per Termoli. Dal 2017 toccherà alla Provincia di Isernia. Non ci sarà la raccomandata urgente con la consegna al giorno dopo per un’operazione che prevederà un taglio di 37 posti di lavoro riciclati in altri servizi compresi quelli fuori regione. Tra le novità è stata istituita una linea Plus composta da sette addetti per Campobasso e tre per Termoli. Sarà destinata al recapito di oggetti speciali quali raccomandate di atti giudiziari, amministrativi, riservati e altro. Insomma un programma di lacrime e sangue che colpisce soprattutto le piccole Comunità del Molise più decentrato e più interno a cui Poste ha dato nel passato servizi diuturni continui importanti e che hanno rappresentato una bandiera insostituibile dell’autonomia locale, un segno di vicinanza dello Stato e una garanzia di proficua cittadinanza per le comunità più lontane dalle città.  Il disegno messo in atto da Poste, che in Molise non ha più nulla sul piano verticistico, è l’ennesimo atto di uno smantellamento dello Stato dalla regione dove sono spariti centri direzionali delicati e funzionali al cittadino che facevano riferimento  a Ferrovie spa  a Uffici tributari e delle Entrate, alla Scuola. Minate anche la discrezionalità e una concreta autonomia su alcune materie regionali quali la sanità messa sotto il torchio degli obblighi dei Ministeri dell’economia e della salute, la Corte di Appello, cancellata dalla prossima  riconfigurazione strutturale della Giustizia, l’esistenza e la continuazione di attività e funzioni di tanti altri presidi che hanno depotenziato una realtà che dovrà sopportare ulteriori disagi quando avrà da programmare e decidere il suo futuro che non sarà definito più nelle sedi locali di riferimento della sua autonomia ma nei tavoli e vertici direzionali spostati altrove, fuori dalla Regione. Una bandiera issata quella del Molise con fatica dopo conquiste sociali e politiche portate avanti per anni con battaglie e confronti, tenuta alta e integra per qualche decennio ora, invece, strappata in più pezzi con gli ultimi lembi tristemente sfilacciati tra l’insensibilità e l’indifferenza generali,  preludio di un futuro senza certezze destinato ad annullare un passato almeno posizionato su una fiera autonomia.

Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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