AMBIENTE – Inceneritori, la Regione Molise all’oscuro dei livelli di polveri sottili. L’allarme di Area Matese

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POZZILLI –  Sulla valutazione della qualità dell’aria e di contenimento delle concentrazioni atmosferiche degli inquinanti, la Regione Molise dovrebbe chiarire “se ARPA Molise agisce o meno nel rispetto delle norme poste a presidio della tutela della salute pubblica e dell’ambiente più in generale“.
Lo chiede Area Matese, civico movimento politico per Bojano e l’area matesina che lancia l’allarme: “L’area nella quale operano Colacem ed HerAmbiente è catalogata dalla Regione Molise come zona 1403, e cioè una fascia territoriale nella quale, per un principio “cautelativo”, si considerano superate le soglie di valutazione superiore relative a Metalli, Benzo(a)pirene e PM2,5.
La Regione “ipotizza” tale superamento perché non ha mai effettuato, in conformità alle metodiche imposte dalla legge, la valutazione di quegli inquinanti.
Ciò significa che in quella zona potrebbe essere stata superata sia la “soglia d’informazione” sia quella di “allarme”, ovvero sia il “livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di assicurare informazioni adeguate e tempestive”, sia addirittura il “livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per la popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di adottare provvedimenti immediati”. La Regione Molise, in altre parole, non è in grado di dare risposte certe a questi inquietanti dubbi.
“Quando si è in presenza del superamento della soglia di valutazione superiore – spiega il portavoce Alfonso Marinelli – la legge obbliga alla misurazione degli inquinanti con impianti in siti fissi. Nel caso della zona in cui insistono i due inceneritori ciò non è mai avvenuto, per cui la Regione è gravemente omissiva in tema di tutela della salute pubblica e dell’ambiente più in generale. Arpa Molise afferma infatti che il PM 2,5 viene monitorato con un centro mobile. La stessa ARPA, pur riconoscendo di essere totalmente all’oscuro dei livelli delle polveri sottili, rilascia pareri ambientali favorevoli per attività che sono oggettivamente pericolose per la salute pubblica, e ciò senza che la Regione intervenga per far cessare una simile illegittima pratica”. “I controlli pubblici relativi al complessivo carico inquinante delle polveri sottili nel Molise, obbligatori per legge, non sono mai avvenuti – denuncia ancora Marinelli – E poiché ormai da anni sono ben note queste omissioni sarebbe anche il caso che la Magistratura intervenisse seriamente per far cessare simili pratiche illegittime che espongono a rischio grave masse indifferenziate di cittadini, nemmeno censite per target sensibili quali sono i bambini, gli anziani e soggetti con particolari patologie”. Già nel 2012 la Regione Molise, in relazione alle attività obbligatorie,  mai effettuate, in materia di valutazione della qualità dell’aria, ebbe formale diffida dal Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. “Ma la posizione omissiva della Regione Molise – incalza Marinelli – è ancor più grave se si considera che queste obbligatorie attività di governo del territorio sono state richieste fin dal 2003 dalla Federazione Provinciale dei Verdi del Molise, nei quali si specificavano le norme violate che imponevano ben definiti doveri istituzionali in capo all’Ente”.
Intanto il Movimento civico chiede ai sindaci della zona, non essendovi altra strada possibile per la rapida messa in sicurezza dei cittadini, di portare i fatti all’attenzione della Magistratura e chiedere che gli stessi, essendo documentali, vengano valutati con la ragionevole priorità che riveste ogni situazione di rischio per la salute pubblica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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