LAVORO – Ricostruzione post sisma, precari: “Noi figli di nessuno”

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CAMPOBASSO – “E’ trascorso più di un mese da quando il presidente Frattura, per mano del consigliere Ciocca, ha praticamente disintegrato l’Agenzia di Ricostruzione post sisma (ex Protezione Civile) non rinnovando i contratti a tutti i suoi dipendenti e, quindi, di fatto licenziando tutto il personale tranne il direttore, al quale, due mesi prima era stato fatto un lauto contratto, pare per due anni. In buona sostanza, a detta dell’amministrazione, tutto funziona benissimo ed i lavori procedono secondo le regole e la massima trasparenza“.
A parlare è il Gruppo dei precari del sisma 2002 che, dopo il mancato rinnovo dei contratti, non ha nessuna intenzione di farsi da parte. Sono tante le domande che gli ex lavoratori si pongono, soprattutto si chiedono come faccia una struttura del genere a lavorare senza personale: “in assenza dei vari uffici che interagiscono tra loro chi esamina la regolarità di tutte le procedure? Ad oggi c’è qualche organo preposto che sta controllando cosa è successo all’A.R.P.S.? E’ conforme con le nostre leggi? L’Agenzia è al riparo da danni erariali? Chi verifica che le procedure adottate per le liquidazioni siano regolari, i conteggi per i pagamenti, la regolarità delle date dei protocolli ed il rispetto delle graduatorie per i pagamenti stessi? Chi controlla la regolarità del personale impiegato, da dove vengono i fondi con i quali sono pagati, se possono essere pagati con quei fondi e se vengono pagati straordinari? Esiste una convenzione con gli stessi per far sì che possano operare su dati sensibili in ottemperanza delle più semplici regole della privacy? Chi controlla la regolarità delle eventuali convenzioni fatte con enti esterni, che probabilmente hanno lavorato e stanno lavorando dati sensibili delle imprese, tipo i durc, e degli ex dipendenti, ad esempio le certificazioni per la dichiarazione dei redditi? Chi controlla se tutto questo era possibile farlo senza un bilancio dell’ente? Il bilancio stesso è stato approvato? E’ stato fatto in tempo utile? Tutti gli adempimenti amministrativi dell’Ente sono stati evasi? Se si, nel rispetto delle scadenze? Le eventuali sanzioni chi le paga?“. Domande che potrebbero “continuare all’infinito“, sentenziano.
Provate ad immaginare per un attimo un’azienda privata nella stessa situazione: bene, dopo 24 ore sarebbe stata letteralmente assaltata da ogni tipo di autorità competente preposta al controllo, sindacati compresi e, se il caso lo avesse richiesto, multe e sanzioni si sarebbero sprecate. Nel caso in questione, a quanto pare, tutto tace. Fatto sta che altre 100 persone, con un bagaglio professionale immenso acquisito in più di dieci/quindici anni di servizio presso la Regione Molise ed i suoi enti (come i dipendenti delle province citati dal presidente Frattura) stanno a casa ad arrovellarsi il cervello alla ricerca di un sistema per campare le proprie famiglie, il tutto nella quasi indifferenza generale. Avevamo ragione nell’affermare – concludono amareggiati – che siamo figli di nessuno, nemmeno, a questo punto, delle Istituzioni“.

 

 

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