REFERENDUM – Province molisane unite per l’ambiente, si schierano per il “Sì”

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ISERNIA/CAMPOBASSO – La Provincia di Isernia e quella di Campobasso sono state le prime a schierarsi a favore del Referendum del 17 aprile contro lo sfruttamento fino ad esaurimento degli attuali pozzi petroliferi. Già il 30 gennaio scorso i due presidenti Coia e De Matteis (insieme al sindaco di Tufara e all’assessore di Termoli ) parteciparono alla assemblea di Foggia insieme ai sindaci della provincia di Foggia, i consiglieri regionali della Basilicata, i consigli provinciali della Puglia e le associazioni ambientaliste per dire stop alle trivellazioni in Adriatico. Successivamente con un ordine del giorno il Consiglio provinciale votò all’unanimità contro le trivellazioni a largo delle isole Tremiti da parte della Petroceltic, sostenendo il referendum promosso dalla Regione Molise insieme ad altre 8 Regioni.
Oggi il fatto che la Petroceltic abbia ritirato la richiesta di sondaggi entro le 12 miglia marine non modifica la nostra impostazione. Secondo il presidente Coia “l’uso del fossile come fonte energetica rappresenta appena il 2,5 % del fabbisogno energetico nazionale con un introito delle royalty di appena 340 milioni. Le vere ricchezze del nostro paese sono il turismo (19 miliardi di fatturato) la pesca (60.000 occupati), il patrimonio culturale (40 miliardi di fatturato e 1,5 milioni di occupati), l’agroalimentare (3,3 milioni di occupati e 119 miliardi di fatturato di cui 34,4 di export), la piccola media impresa manifatturiera (4,8 milioni di occupati e 230 miliardi di fatturato). Se rapportiamo gli utili della estrazione petrolifera (6,27 miliardi e 126.000 addetti) ci rendiamo conto della sproporzione dello sfruttamento dei diversi patrimoni, con l’aggravante che non si azzera la dipendenza dell’approvvigionamento delle fonti energetiche. A questo aggiungiamo che il mare produce il 50 % dell’ossigeno dell’atmosfera e assorbe un terzo delle emissioni di anidride carbonica. Per queste ragioni dobbiamo salvare le nostre coste e, piuttosto che andare al mare, il 17 aprile andiamo a votare SI per salvare il mare ed il nostro ambiente”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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