CAMPOBASSO – Consuntivo lontano dagli obiettivi dei cittadini

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CAMPOBASSO – Consuntivo di due anni e mezzo di amministrazione comunale, programmi e obiettivi per il futuro. La Giunta Battista traccia  una linea su quanto realizzato in metà legislatura e si proietta nella seconda parte di una gestione che la dovrebbe vedere protagonista, se manterrà le promesse, per interventi importanti, dalla viabilità alla realizzazione di servizi sociali alla riconfigurazione di alcuni di quest’ultimi che da anni aspettano di essere riadeguati alla loro funzione primaria. Battista e i suoi assessori hanno esposto, oggi, ognuno il loro operato, un’ elenco, un’esposizione, spesso di opere finanziate e iniziate negli anni passati e quindi avviate con l’arrivo di finanziamenti finalmente spendibili necessariamente trasferiti alla fase esecutiva attraverso un percorso, quindi, che da quanto ha dichiarato soprattutto l’assessore Maio lascia soddisfatta la Giunta. Per il rappresentante di Giunta, sono stati centrati tutti gli obiettivi prefissati per questa prima metà di attività politico- amministrativa: <Un elenco delle buone intenzioni e non delle cose fatte>, invece, per i Cinque stelle. Il consigliere comunale pentastellato, Simone Cretella, ha, infatti, aspramente criticato l’operato del sindaco e dei suoi assessori per non aver fatto nulla se non l’ordinaria amministrazione. Una piccola riflessione. Meritorio l’atteggiamento della Giunta comunale per quanto aveva annunciato in campagna elettorale e per ciò che continua ad esporre ancora oggi a due anni e mezzo del suo cammino. Vogliamo ricordare, però, all’assessore  Maio che è sempre tanto ottimista nel presentare quanto si potrà fare per la città e poi sempre poco attendibile quando registriamo che molte di quelle cose che dice evidentemente anche a none del sindaco e dei suoi compagni di viaggio di Giunta rimangono al palo, irrealizzate, provocando disagi enormi agli utenti di quest’ultima, coloro che arrivano ogni giorno e per i suoi residenti. Un elenco? Eccolo, solo di poche situazioni. Terminal: il biglietto da visita della città luogo di approdo prima di entrare nel tessuto urbano che annuncia Campobasso. Luogo che dovrebbe produrre accoglienza, calore per chi raggiunge il capoluogo per motivi tra i più disparati e che probabilmente si aspetterebbe un impatto che veicolasse positività e buon umore e soprattutto sensazioni di buon gusto e di piacere. Una struttura, invece, inguardabile con servizi anzi con assenza di servizi, senza strade di uscita protette, senza navette dedicate a uffici, scuole, Università e quant’altro esiste in città etc. Verde pubblico. Non dimentichiamo i discorsi del sindaco Battista in campagna elettorale. Il ritorno alla città giardino di 50 -60 anni fa era un ritornello felice e bellissimo per i campobassani, un suo primario obiettivo. Nulla. Basta osservare il verde del centro città. Qualche bella aiuola è tenuta nelle rotonde da imprenditori e commercianti che se ne sono fatti carico. Piano urbano e del traffico. Tutto come o peggio di prima. Segnaletica, vigilanza delle strade, passaggi pedonali buche e vie dissestate, ce n’è di tutto. Poi ai Piani di costruzione si vuole mettere mano? Si continua a costruire senza troppe regole attraverso stratagemmi e normative urbanistiche vecchie e superate. Un traguardo dovrebbe essere quello di ridisegnare una città con una matita fantasiosa naturale. Una città come Campobasso messa su un altopiano di 700 metri sul livello del mare deve adeguarsi a una tipologia particolare lasciandola integrare senza cementificare rozzamente nei suoi falsopiani, salite e piccole valli con un’ architettonica e progettazione originale, particolareggiata e attagliata al suo territorio e quindi alla sua topografia. Ci fermiamo qui. Non andiamo oltre, altrimenti specularmente potremmo sembrare degli assessori al contrario che a qualche ora distanza dalle enunciazioni programmatiche di palazzo San Giorgio, già svolte loro dicono, si contrappongono a loro. Abbiamo evidenziato soltanto alcuni  settori e siti della città dove l’abbandono più di altri è sovrano.

Aldo Ciaramella  

 

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