ANIMALI – Lupo Valerio torna libero, più sfortunato un ibrido detenuto nel canile di Isernia

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CAMPOBASSO/ISERNIA  – Nei giorni scorsi, Il Corpo Forestale dello Stato ha concluso un intervento di recupero che ha restituito alla vita selvaggia un esemplare di lupo. L’animale, un maschio di circa 18-24 mesi, è stato rinvenuto, ferito, dal personale del Comando stazione forestale di Torella del Sannio;  probabile l’impatto con un’autovettura che gli ha provocato un grave trauma cranico. Immediatamente soccorso, l’esemplare è stato ricoverato nella struttura della Riserva Naturale di Montedimezzo, gestita dalla Forestale, attraverso l’Ufficio Territoriale per la Biodiversità; lì, per più di un mese, è stato accudito dal personale forestale e curato dai veterinari Luigi Mastrogiuseppe e Pasquale Santilli. Dopo più di 40 giorni di degenza,  il Lupo Valerio, così soprannominato in omaggio al sig. Valerio che, con la sua segnalazione al 1515 della Centrale Operativa Forestale del Molise, la sera del 10 febbraio scorso, gli ha salvato la vita, è stato liberato.
L’episodio del Lupo Valerio rappresenta anche un’importanza dimostrazione del coordinamento e della collaborazione tra diversi soggetti istituzionali operanti sul territorio.
Oltre al servizio veterinario ASREM, è stato coinvolto il Parco Nazionale della Majella, che ha messo gratuitamente a disposizione del Corpo Forestale un radiocollare satellitare. I biologi del Parco, insieme ai due veterinari, hanno dotato il lupo della strumentazione che permette, così, il monitoraggio, in tempo reale, degli spostamenti e delle attività dell’animale. Lupo Valerio ora è libero; è tornato alla sua vita selvaggia e alla riconquista del branco.

Più sfortunato è un ibrido di lupo, attualmente rinchiuso nel Canile di Isernia. Si tratta di una femmina di circa un anno e mezzo che, da quando era solo un cucciolo, vive segregata in una gabbia. La sua unica colpa è quella di non essere né lupo, né cane, ma frutto di un incrocio. Una specie di ‘serie B’.
Non essendo né l’uno né l’altro, dunque, non può essere né adottata, come accade per gli altri animali, né rimessa in libertà, perché creerebbe un potenziale rischio di inquinamento genetico per la specie.
Da mesi i responsabili del canile e le associazioni ambientaliste chiedono, agli Enti preposti, che si trovi una soluzione per il povero animale, palesemente sofferente per la situazione. Senza ottenere risposte.
L’esemplare ha tutte le caratteristiche del lupo, e detenerla in cattività non solo non è giusto, ma è anche pericoloso: come ogni predatore vive infatti un forte disagio, se non altro per la sua predisposizione naturale al continuo movimento. Si dovrebbe operare in modo tale da assicurare alla femmina di ibrido un futuro all’interno di una struttura più idonea e non certo in una gabbia di pochi metri.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

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