SCUOLA – La storia di Luigi sbarca su Rai e Mediaset, solidarietà sul web

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VENAFRO – Dopo la storia di Giulio di Livorno e quella di Luigi di Venafro, la vicenda dell’esclusione di due ragazzini autistici dalla gita scolastica ha avuto una grande eco nazionale.
Doppio appuntamento televisivo per Mauro, papà di Luigi, che questa mattina era in collegamento, dalla sua abitazione, su Rai uno, nella nota trasmissione ‘Uno Mattina’, intervistato da Franco Di Mare e Francesca Fialdini.
Mauro ha raccontato l’episodio verificatosi nell’Istituto Pilla e ha chiesto che le scuole italiane, e soprattutto quelle del Molise, si dotino di strumenti e personale adeguato per seguire questi ragazzi, che hanno necessità di assistenza 24 ore su 24. In studio era presente un dirigente del Miur che ha fatto sapere che le sedi regionali stanno facendo chiarezza su entrambe le vicende e gli ispettori sono stati già inviati nella scuola Toscana.
La scuola italiana – ha detto – sta puntando molto sull’inclusione scolastica e il Ministero sta istituendo master per la formazione di docenti su questo genere di handicap“. Nel pomeriggio, una troupe di canale 5 (Pomeriggio 5) è arrivata a Venafro. Anche sul web tanta la solidarietà. In molti hanno esposto il cartello “Io sono Luigi”.

In riferimento all’episodio, si è espressa anche l’associazione “Il Mondo e Noi” che, auspicando che simili episodi non abbiano più a verificarsi, in qualsiasi scuola, di ogni ordine e grado, o in altro contesto, si augura che si faccia piena chiarezza sull’accaduto ed esprime, al contempo, la propria vicinanza e solidarietà allo studente ed alla sua famiglia.

E’ bene che anche nel Molise – afferma il presidente Gianni Stinziani – si cominci a prendere coscienza delle tematiche dell’autismo e dei disturbi comportamentali, e a mettere in campo un sistema adeguato di servizi socio-sanitari. Le stime nazionali attestano la diffusione di queste problematiche in circa 600 mila persone, in Italia, e oltre 3 sono i bambini autistici ogni 1000 nati. Nonostante questi numeri, ad oggi non esistono studi certi sul fenomeno, ed anzi solo dal 12 settembre 2015 è entrata in vigore la prima legge nazionale sull’Autismo approvata definitivamente lo scorso 5 agosto dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato. La Legge 18 agosto 2015, n. 134, rubricata “Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie” prevede l’inserimento dei trattamenti per l’autismo nei livelli essenziali di assistenza, l’aggiornamento delle linee guida per prevenzione, diagnosi e cura, e incentiva lo sviluppo della ricerca in questo campo così delicato. Il testo approvato, inoltre, demanda alle Regioni il compito di recepirlo e integrarlo, adattandolo alle diverse realtà territoriali, ed affidando loro anche il funzionamento dei servizi di assistenza e la definizione di centri di eccellenza e coordinamento nella rete sanitaria regionale. E’ necessario – continuano – che la Regione Molise colmi questo vuoto normativo procedendo all’approvazione della proposta di legge “Linee di programmazione regionale per interventi socio-sanitari di presa in carico delle disabilità intellettive e dell’autismo nell’età evolutiva”, sottoscritta da esponenti della maggioranza e della minoranza del Consiglio regionale, e all’attenzione della Quarta commissione consiliare, recependo anche quanto previsto dalla nuova norma nazionale, che prevede una diagnosi precoce obbligatoria per i nuovi nati, uno screening entro i primi 18 mesi di vita, strumento, questo, che potrebbero utilizzare direttamente i pediatri e che garantirebbe, da subito, di rilevare il disturbo e le cure migliori, meno costose e con maggiori possibilità di recupero della persona”.
Una Legge – affermano ancora dall’associazione – che punti, dunque, ad integrare e offrire nuovi servizi sociali, scolastici (con insegnanti specializzati), formativi e di avviamento al lavoro per tutte le persone con Disturbo dello Spettro Autistico (DSA). In questo modo si garantirebbe un’assistenza continua e per tutto l’arco della vita alla persona autistica, dalla prima infanzia all’età adulta, con la possibilità di essere inserita anche nel mondo del lavoro”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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