TRIVELLE – Si e no in Molise… un coro “egiziano”

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CAMPOBASSO – Trivelle si trivelle no, giudice sovrano il referendum. Urne aperte, quindi, solo domani, domenica, dalle 7 di mattina alle 23. Hanno diritto di voto quasi 51 milioni di italiani. Il referendum avrà valore effettivo soltanto se andranno a votare 25.393.170 elettori, un tetto difficile da scalare e superare. Nei referendum del 2000, 2003, 2005 e 2009 votarono dagli 11 ai 13 milioni di italiani. Il quorum arrivò nel 2011 (27,6 milioni di voti), ma si votava anche di lunedì. Il referendum anti trivelle riguarda solo le perforazioni e le attività in acqua nei mari della costa italiana che insistono nel raggio di 22 chilometri da quest’ultima. Quindi sulla scheda del seggio verrà chiesto se vogliamo dichiarare uno stop ai giacimenti attivi alla scadenza delle concessioni.  Se vincerà il si saranno fermati, se al contrario saranno di più i no si continuerà a estrarre petrolio e metano. Secondo gli analisti della politica è importante anche la massa di persone che si recherà al voto. La prima «trivella» si fermerà nel 2018, l’ultima nel 2034. Nel frattempo, all’interno delle concessioni già rilasciate potranno essere installate nuove piattaforme e scavati nuovi pozzi. Se vince il sì, però, una dopo l’altra le piattaforme situate sotto costa chiuderanno, perché per ora in base alla legge non si possono più richiedere concessioni per nuove estrazioni entro le 12 miglia. Oltre le 12 miglia, in mare aperto, invece, sarà comunque possibile continuare a trivellare ed estrarre. Importante la partecipazione popolare, come si diceva sopra. Sarà un referendum flop se alle urne si recheranno meno di 13 milioni di persone, più, invece, il numero dei votanti si avvicinerà al quorum maggiore sarà la validità della tornata referendaria in termini politici e quindi di valutazione sulle strategie energetiche da intraprendere in futuro. E qui sui configura anche la posizione del premier Renzi. Le sue dichiarazioni di astensionismo che certamente hanno avuto degli effetti sul popolo del centrosinistra dopo il caso Guidi e le indagini sulle estrazioni e smaltimenti petroliferi in Basilicata, vengono considerate un atteggiamento certamente molto buio. Andando un po’ ai dati sulle attività estrattive in Italia secondo gli ultimi dati dell’Eni,  le piattaforme dentro la  fascia delle 12 miglia sono 92, su un totale di 135 «trivelle», le attive risultano essere 79. L’Ente nazionale idrocarburi, inoltre, ricorda che i pozzi trivellati vicino alle coste italiane producono circa 2,7 miliardi di metri cubi di gas (il 60% del totale della produzione nazionale) e 4 milioni di barili di petrolio (il 73% del totale prodotto in Italia). Secondo i dati di Greenpeace, invece, 35 delle 88 piattaforme esaminate hanno esaurito totalmente il loro ciclo industriale; altre 6 piattaforme risultano «non operative» e 28 sono classificate come «non eroganti». Di quelle operative, invece, solo 24 piattaforme producono in maniera sufficiente. Gli aventi diritto al voto in Molise sono 257683 su una popolazione di 313348 mila unità. Diverse, poi, risultano, le posizioni della politica locale dove ovviamente non c’è uniformità di pensiero e di analisi né nel centrodestra né nel centrosinistra. L’ex Governatore Iorio come la maggior parte dell’opposizione che in qualche maniera, tra l’altro, si è integrata su questo tema anche con una fetta del centrosinistra, voterà Si, mentre il Governatore che in un primo momento si era reso protagonista con altre 5 Regioni del centrosud per il referendum abrogativo voterà no:<Superato il dubbio delle 12 miglia – ha affermato Frattura- secondo me viene meno l’istanza referendaria da una parte mentre dall’altra comunque i cittadini sono chiamati ad esprimersi e a questo punto mi spoglio da presidente e vado a votare da cittadino>. A ruota libera invece un po’ tutti senza un progetto preciso politico ambientale e sociale che possa giustificare la presa di posizione. Il Molise come si sa, si distingue puntualmente in queste occasioni nelle migliori battaglie di civiltà e per la leggerezza e l’inconsapevolezza di fronte all’importanza di appuntamenti come questi. La Regione le Associazioni ambientaliste hanno respinto qualche mese fa altri tentativi di trivellazioni in mare salvaguardando l’Adriatico il turismo e alcune spiagge molisane. Avere un orientamento che fa testo anche per il futuro, uno strumento capace di regolamentare al meglio ulteriori e possibili scenari è certamente un traguardo di civiltà e di responsabilità dove tutti devono essere protagonisti anche con espressioni e determinazione diverse.

Aldo Ciaramella

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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