SANITA’ – “Zuffa” tra medici

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CAMPOBASSO – Una sanità allo sbando dove ora anche gli operatori del settore ci mettono del proprio per creare condizioni che certamente si ripercuotono su chi deve ricevere il diritto alla cura e all’assistenza. Le proteste fuori e dentro le strutture sanitarie, le dichiarazioni e le prese di posizione di coloro che dirigono la classe medica, le zuffe tra pubblico e privato e quindi dei loro “lavoratori” quotidiani alimentano sfiducia, rabbia e delusione. La politica, gli interessi di classe di appartenenza a quella o a quell’altra struttura non interessa a nessuno di quelli che affrontano la battaglia della vita ogni giorno che combattono la sofferenza quotidiana e che si augurano la migliore soluzione o quantomeno l’impegno più giusto o una doverosa serenità di solidarietà al proprio problema di salute. Alcuni problemi, crediamo, vadano sollevati e ricomposti con l’opportuno compromesso silenziosamente garbatamente in altre sedi, non con le lettere e con i comunicati stampa prendendosela addirittura con la stampa e i mass media che in maniera distorta e posizioni parziali avrebbero creato disorientamenti e timori. Niente di tutto questo, a ognuno il suo ruolo, la sua responsabilità di giudizio e di equilibrio verso quello che fa, verso il prossimo attraverso un lavoro nobile che non eguali per gli scopi che dovrebbero essere conseguiti. Quanto abbiamo assistito in questi giorni ci rammarica e ci rattrista. Una lettera prima della presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Campobasso e poi la risposta dei medici della Cattolica per quanto ci riguarda è inaccettabile e per niente condivisibile. Il clima di risentimenti quasi di accanimento verso tutti, la rincorsa a evidenziare le colpe degli altri in un contesto dove le responsabilità sono di ognuno non è ammissibile. Quanto succede poi all’interno dell’Ordine dei medici, come accenna la De Vincenzo, costretto a dirimere controversie e polemiche tra operatori a volte pretestuose e strumentalizzate per ragioni legate alla gestione della sanità sono problemi della categoria che non possono essere riversate, sebbene indirettamente con l’informazione, su un tessuto sociale o di un contesto di pazienti che hanno già di loro da pagare con una serie di criticità assurde interne e interne agli ospedali e agli ambulatori. Queste  perenni e costanti insoddisfazioni e frustrazioni non fanno bene in un percorso professionale quotidiano che dovrebbe avere ben altra sensibilità a approccio. Il disorientamento del cittadino che non ci capisce più nulla di fronte a esternazioni e a tanta rabbia a questo punto diventa un’ altra patologia. I medici del pubblico da una parte e i privati dall’altra, ma quale considerazione dobbiamo farci di quanto!  Ora se le cantano scrivendosi lettere. Medici della Cattolica risentiti soprattutto sulla posizione del loro Ordine sull’integrazione Cattolica Cardarelli rispondono:<Come prima cosa siamo convinti che, qualora si fosse ritenuto opportuno esprimersi in merito, sarebbe stato necessario farlo in un’assemblea ufficiale o in un altro organismo deliberativo. Entrando nel merito della questione, dal momento che nei vari interventi è emersa chiaramente una posizione contro la Fondazione Giovanni Paolo II, in quanto struttura privata e quindi “profit”, è necessario ribadire che la Fondazione non è una struttura “improntata al profitto”> Ribadendo pertanto che la Cattolica ha realizzato investimenti in strutture tecnologicamente avanzate per un’assistenza di qualità  e che la scelta di erogare prestazioni nel campo dell’oncologia è stata fatta per rispondere alle esigenze dei Molisani, i medici della Fondazione puntualizzano che <l’Ordine dei medici non dovrebbe essere un organismo sindacale e politico e invece certe posizioni espresse manifestano una chiara intenzione di tutelare esclusivamente i colleghi che lavorano nelle strutture pubbliche, evitando accuratamente di far riferimento alle professionalità presenti nel nostro Centro>. L’invito è quello perciò di vigilare<su affermazioni improprie ed inopportune espresse da alcuni colleghi, sia del pubblico che di strutture private, che con superficialità hanno manifestato gravi giudizi sull’operato di validi professionisti.  Invitiamo, altresì, l’Ordine a farsi promotore di azioni orientate a ristabilire la correttezza dei rapporti professionali, assumendo il ruolo Istituzionale che gli è proprio. L’inasprirsi dei rapporti tra colleghi danneggia principalmente i pazienti che inevitabilmente vengono coinvolti>. Uno spaccato che non fa onore a nessuno in un momento di grave disagio sociale e di profondo disorientamento sanitario dove i cittadini sono quelli che più di tutti sopportano situazioni di estrema sopportazione soprattutto coloro che combattono ogni giorno con patologie drammatiche, implacabili.                                          Aldo Ciaramella 

 

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