DIRITTI – Venafro, città delle petizioni popolari

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VENAFRO – La petizione popolare?  A Venafro sta diventando praticamente una necessità ricorrente per proporre, difendere e far valere le aspettative di tanti e i diritti della massa, evidentemente perché ritenuti da salvaguardare. Settimane addietro infatti è partita la prima petizione popolare -la cui sottoscrizione è tuttora in corso- per chiedere il ripristino all’alba (h 6,00) del prossimo 17 maggio, giorno di apertura del Mese di San Nicandro (periodo di preparazione spirituale al successivo trittico festivo patronale del 16, 17 e 18 giugno), della processione con reliquie e simulacri dei Santi Patroni della città dalla Chiesa della Ss. Annunziata alla Basilica di San Nicandro e ritorno, ritenuta da tanti più particolare, bella, significativa, intensa ed unica proprio per l’orario del primissimo mattino in cui si svolgeva sino a pochi anni addietro.
In questi giorni invece sta decollando altra raccolta di firme, alias una nuova petizione popolare. Con l’ennesima iniziativa viene chiesto che si depennino dagli elenchi dei contribuenti del Consorzio di Bonifica di Venafro le tante centinaia di iscritti che non ricevono alcun servizio erogato dall’ente in quanto ricadenti con le loro proprietà in aree urbanizzate da diversi decenni e che ciononostante sono chiamati annualmente a versamenti a favore del citato Consorzio, cosa che appare impropria e fuori luogo.
Il testo di tale seconda petizione popolare che verrà poi trasmessa agli enti preposti alla modifica dello stato delle cose: ossia Comune di Venafro chiamato a variare il proprio perimetro urbano in base alla nuova realtà urbanistica di fatto e Consorzio di Bonifica della città che dovrà prendere atto delle innovazioni che i promotori della raccolta di firme sperano ci saranno : “i sottofirmatari, iscritti negli elenchi dei contribuenti del consorzio di bonifica della piana di Venafro e come tali chiamati ogni anno a versare tributi all’ente per presunta erogazione di servizi in loro favore, con la presente petizione popolare chiedono la cancellazione dai predetti elenchi e quindi il venir meno dell’obbligo dei citati versamenti. Tanto è opportuno e doveroso non fruendo, i sottofirmatari, di alcun servizio erogato dal consorzio in quanto le loro proprietà ricadono in aree del comune di Venafro da decenni del tutto urbanizzate, lontane cioè da qualsiasi attività agricola e come tali nell’impossibilità di fruire di alcunché di quanto approntato dal consorzio in tema di irrigazione, bonifica, miglioramento fondiario ect. La presente petizione popolare viene avanzata a tutela  dei diritti di diverse centinaia di cittadini chiamati a versamenti del tutto inopportuni, gratuiti e perciò sgraditi”. Staremo a vedere e a far sapere come andranno a finire entrambe le iniziative le quali comunque, a prescindere dal loro esito, testimoniano che il cittadino è sempre più chiamato a rimboccarsi le maniche ed attivarsi da se per difendere i propri diritti e le personali aspettative, evidentemente perché ritenuti poco o nient’affatto ossequiati da istituzioni pubbliche o apparati preposti.
Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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