AUTOSTRADA – Iorio: “solleciterò l’Autorità dell’Anticorruzione”

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CAMPOBASSO – <La beffa e il danno> e <la giornata più nera del Molise> e <interesserò l’Anticorruzione>. E’ lo sfogo dell’ex Governatore Iorio a commento della rinuncia definitiva della Termoli – San Vittore da parte dell’amministrazione Frattura. Commenti durissimi di profondo sdegno esternati nel corso di una conferenza stampa in cui  Iorio oltre ad avere espresso tutta la sua delusione per un’opera che comunque potrebbe essere riesumata se Frattura lo volesse, ha anche avvertito delle iniziative che intraprenderà presso l’autorità dell’anticorruzione e il governo nazionale, sottolineando i rischi giudiziari e contabili a cui vanno incontro coloro che metteranno la parola fine sull’esecuzione dell’infrastruttura. Concordata nel 2004 attraverso un accordo tra il governo Iorio e il premier Berlusconi seguito da un progetto preliminare poi quasi esecutivo naufragato nelle pieghe della politica o meglio della contrapposizione politica che sembrava unire il Molise che lo riteneva, una volta realizzato, confortante per il futuro e quindi un’ opera utile per lo sviluppo della regione. Ora ovviamente l’associazione temporanea di imprese, cinque ditte, tra cui anche la Falcione costruzioni, delegate alla progettazione esecutiva, uso Cipe, per partecipare, poi, all’appalto del primo lotto da Campobasso a Castelpetroso già finanziato con il governo Berlusconi quale infrastruttura strategica, per circa 580 milioni di euro, hanno chiesto un megarisarcimento di circa 345 milioni di euro. Un ristoro, ovviamente per mancato utile e spese sostenute per accompagnare sino a oggi l’iter tecnico e amministrativo. Le spese accumulatesi per tutte le procedure, sia tecniche che burocratiche, contabilizzate dai vari organi e livelli istituzionali autorizzati alla realizzazione del pezzo autostradale, da quanto affermano i ben informati, toccano i 370 milioni di euro. La progettazione, come dicevamo quasi esecutiva, era stata redatta da una società di tecnici di Rovigo per conto delle imprese che avevano aderito all’iniziativa progettuale ed era dotata delle autorizzazioni necessarie. Un’istruttoria completa, adeguata per l’invio al Cipe dove ancora è depositata. Il Cipe era l’ultimo stadio amministrativo e politico dopo il quale c’era l’appalto e l’inizio dei lavori. Una storia, insomma, all’italiana che farà ancora parlare molto di se soprattutto se è vero come è vero che una fetta di quei soldi destinati per la costruzione dell’autostrada molisana, una trentina di milioni di euro, sono stati stornati e trasferiti con accordi ministeriali alla costruzione della cosiddetta metropolitana leggera Matrice-Bojano, un tratto di mobilità su ferro con flussi di utenza e quindi di trasporto inesistenti.                                                                      Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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