EVENTI – 25 Aprile, Campobasso ricorda i suoi partigiani

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CAMPOBASSO – Come è ormai consuetudine, in occasione del 25 aprile, Legautonomie e il Comitato regionale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) hanno dato vita alla manifestazione in ricordo dei combattenti per la libertà di Campobasso. In semplicità e senza retorica, i partecipanti hanno deposto fiori e ricordato quei molisani e concittadini che hanno sacrificato la vita per la libertà.
Questi semplici e sempre intensi incontri sono stati pensati e tenacemente voluti dal nostro concittadino Nino Angarano. Noi ne raccogliamo l’eredità morale che espressamente ci ha affidato e l’appuntamento è a lui intestato, assieme a Paolo Morettini, partigiano scomparso da poco, anch’egli tra i pochi che hanno tenuto viva la memoria della lotta per la libertà. Quest’anno le iniziative sono ancora cresciute nel numero, nella qualità e importanza. La riorganizzazione dell’ANPI nel Molise e la sua azione di qualità sta consentendo una diffusione della conoscenza e condivisione del valori della lotta per la libertà tra i cittadini e in particolare tra i giovani”.
Quest’anno la manifestazione si è aperta partendo da via Martiri Molisani della Resistenza e proseguendo per via Romagnoli, medaglia d’oro della Resistenza. Il corteo ha raggiunto la casa natale di Giuseppe Barbato,  partigiano barbaramente trucidato dai  nazisti, sita in via Sant’Antonio Abate, all’altezza del numero civico 90, poi si è proseguito per Piazzale Palatucci, adiacente all’edificio della Questura, in omaggio al personaggio e per lui a tutti i “resistenti” in vario modo alla barbarie nazi-fascista, tra questi a coloro che, lavorando per lo Stato, allora fascista, tra obbedire agli ordini o alla propria coscienza, hanno scelto cosa di obbedire alla coscienza e la responsabili. Poi ancora per Corso Vittorio Emanuele II presso la targa dedicata a Cipriano Facchinetti terminando la manifestazione alla stazione ferroviaria dove è apposta la targa che ricorda i ferrovieri morti nella guerra di Liberazione.
Ad ogni sosta è stato ricordato il partigiano caduto e sono stati letti messaggi di  contemporanei nel mondo condannati a morte o in prigione per  l’impegno nella  difesa dei diritti umani e le libertà.

Il messaggio del sindaco Antonio Battista in occasione del 25 aprile.

Papà e mamma, è finita per il vostro figlio Mario, la vita è una piccolezza, il maledetto nemico mi fucila, raccogliete la mia salma e ponetela vicino al mio fratello Filippo. Un bacio a te mamma cara, papà, Melania, Annamaria e zia, a Celso un bacio dal suo fratello Mario che dal cielo guiderà il loro destino in salvo da questa vita tremenda. Addio. W l’Italia. Mi sono perduto alle ore 12 e alle 12 e 5 non ci sarò più per salutare la Vittoria“.
Quando ho letto questa lettera, che Mario Brusa Romagnoli ha scritto alla famiglia poco prima di essere fucilato, sono rimasto senza fiato. Parole semplici le sue, che partono dal cuore di un ragazzo, appena vent’anni, che per l’ultima volta stringe in un abbraccio virtuale i suoi cari, ma che nemmeno in punto di morte rinuncia ad osannare la sua Patria, quella per la cui liberazione aveva combattuto e che in quell’istante gli chiedeva, in sacrificio, la vita. Mario Brusa Romagnoli, fu ucciso il 30 marzo, qualche settimana prima di quel memorabile 25 aprile che avrebbe messo fine alla guerra, all’orrore dello sterminio, alla carneficina di migliaia e migliaia di uomini, donne e bambini. Una guerra che ha macchiato di sangue tutto il Paese, senza risparmiare Campobasso che si è distinta per generosità ed eroismo, che ha pianto a lungo i suoi figli partiti per un conflitto mondiale che nessuno voleva. Figli di questa terra che non ebbero paura né della prigionia né della morte scrivendo un importante capitolo della nostra storia moderna che tocca a noi salvaguardare attraverso il rispetto dei colori della Bandiera e di quei valori che fanno di un Paese una grande Nazione, attraverso le nostre azioni quotidiane e quel senso di responsabilità che ci indirizza al bene comune. Festa della Liberazione che è anche festa della libertà e della democrazia, pilastri assoluti conquistatati dai nostri padri e che noi abbiamo il dovere di continuare a difendere e a trasmettere ai nostri figli affinché il sacrificio di chi non c’è più ci aiuti a stare lontani dalle facili lusinghe, a credere nel profondo sentimento di Patria che ci fa provare gratitudine verso chi ha difeso la nostra bella e amata Italia. Ecco perché il 25 aprile è una festa, una festa soprattutto per i più giovani, il nostro futuro, che si batteranno per costruire un mondo migliore con la consapevolezza che i principi della non violenza, dell’uguaglianza e della difesa della libertà furono inseriti nella Costituzione proprio da chi partecipò alla Resistenza e alla Liberazione. E anche in questo lungo periodo di crisi e di paura non dobbiamo mai perdere l’orgoglio di essere italiani e sull’esempio del giovane Mario Brusa Romagnoli, continuare a dire W l’Italia. Buon 25 aprile a tutti.

Appuntamenti

L’ANPI Molise ha promosso, in collaborazione con l’IRESMO, con l’Ufficio Scolastico regionale e con le istituzioni locali, due eventi a Campobasso e Riccia tesi a far conoscere i passaggi storici più significativi della Liberazione dal nazifascismo in Italia e in Molise.
Il prof. Massimiliano Marzillo, intervistato dalla giornalista Vittoria Todisco, al cospetto di una folta rappresentanza di studenti ha posto l’attenzione sul valore fondativo del 25 Aprile per la democrazia italiana ed ha tracciato il profilo dei principali esponenti molisani impegnati nella Resistenza Antifascista, soffermandosi in particolare su Gino Alfani di Agnone e Maria Ciarravano di Salcito.

Per far conoscere la Costituzione si terrà un incontro pubblico alle ore 17.30 presso la Sala Consiliare di Campobasso promosso dall’ANPI con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale che sarà introdotto dal Prof. Giovanni Cerchia, docente di Storia Contemporanea dell’Università del Molise.
L’obiettivo – spiegano gli organizzatori – è quello di approfondire la conoscenza della Costituzione per difenderla da tentativi di revisione regressivi che ne stravolgono i tratti salienti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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