Battista – Resistenza, un eroe campobassano esempio per i più giovani

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CAMPOBASSO – L’orgoglio di essere molisani e italiani a difesa della propria terra e della Patria. Il sindaco Battista nel ricordo del 25 aprile e di un episodio che fa parte della storia della Liberazion che vede protagonsita in un atto di eroismo un campobassano quel Mario Brusa Romagnoli fucilato e autore di una lettara moto toccante che il primo cittadino del capoluogo di regione ha voluto sottoporre all’attenzione dei campobassani. In un passo della missiva si legga :<Papà e mamma, è finita per il vostro figlio Mario, la vita è una piccolezza, il maledetto nemico mi fucila, raccogliete la mia salma e ponetela vicino al mio fratello Filippo. Un bacio a te mamma cara, papà, Melania, Annamaria e zia, a Celso un bacio dal suo fratello Mario che dal cielo guiderà il loro destino in salvo da questa vita tremenda. Addio. W l’Italia. Mi sono perduto alle ore 12 e alle 12 e 5 non ci sarò più per salutare la Vittoria>. Battista evidenzia i suoi sentuimenti dopo aver preso coscienza del contenuto della lettera <Quando ho letto questa lettera, che Mario Brusa Romagnoli ha scritto alla famiglia poco prima di essere fucilato, sono rimasto senza fiato. Parole semplici le sue, che partono dal cuore di un ragazzo, appena vent’anni, che per l’ultima te che il primo cittadino del capoluogo volta stringe in un abbraccio virtuale i suoi cari, ma che nemmeno in punto di morte rinuncia ad osannare la sua Patria, quella per la cui liberazione aveva combattuto e che in quell’istante gli chiedeva, in sacrificio, la vita. Mario Brusa Romagnoli -continua Battista – , fu ucciso il 30 marzo, qualche settimana prima di quel memorabile 25 aprile che avrebbe messo fine alla guerra, all’orrore dello sterminio, alla carneficina di migliaia e migliaia di uomini, donne e bambini. Una guerra che ha macchiato di sangue tutto il Paese, senza risparmiare Campobasso che si è distinta per generosità ed eroismo, che ha pianto a lungo i suoi figli partiti per un conflitto mondiale che nessuno voleva. Figli di questa terra che non ebbero paura né della prigionia né della morte scrivendo un importante capitolo della nostra storia moderna che tocca a noi salvaguardare attraverso il rispetto dei colori della Bandiera e di quei valori che fanno di un Paese una grande Nazione, attraverso le nostre azioni quotidiane e quel senso di responsabilità che ci indirizza al bene comune>. Il 25 aprile è anche e soprattutto la festa per i più giovani che dovranno adoperarsi a costruire un mondo senza violenza e guerre principi definiti nella Costituzione italiana da quelli che presero parte alla Resistenza e qui Battista precisa e conclude che:< anche in questo lungo periodo di crisi e di paura non dobbiamo mai perdere l’orgoglio di essere italiani e sull’esempio del giovane Mario Brusa Romagnoli, continuare a dire W l’Italia. Buon 25 aprile a tutti>.

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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