PROTESTA – La Slp Cisl scrive ai parlamentari sullo stato di Poste Molise

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CAMPOBASSO – La collocazione sul mercato di altro capitale di Poste italiane, un restante 35%, e lo spacchettamento dell’azienda comporterebbe per la Cisl Poste del Molise altri contraccolpi gravissimi al già depauperato organico locale. Per questo Antonio D’Alessandro segretario interregionale di Cisl Poste Molise -Abruzzo in una lettera inviata alla delegazione parlamentare locale e alle Istituzioni regionali invitandoli a prendere coscienza del problema e ad effettuare gli opportuni interventi sul Governo, osserva che <La volontà di collocare sul mercato una ulteriore quota del 35% del capitale di Poste Italiane S.p.A., per necessità di cassa del Governo, prefigurerebbe uno scenario desolante: lo Stato e la Società Poste rinuncerebbero al controllo dell’azienda e alla socialità del servizio a danno dei cittadini, dei comuni, delle comunità e della collettività, creando i presupposti per far venir meno l’unicità aziendale>. Il futuro di Poste, l’azienda più grande del Paese per numero di lavoratori presenti, secondo la Cisl seguirebbe quello <di altre aziende e, per favorire interessi finanziari, verrà “spacchettata” con pesanti ripercussioni per i lavoratori e per le loro famiglie. Proseguire con la vendita di quote di Poste, in presenza di un attivo di bilancio di 550ml, rappresenterebbe un fallimento per il nostro Paese e ci sarebbero migliaia di esuberi da gestire con costi che verranno scaricati sulle collettività, con l’impossibilità di una vera ripresa e la creazione di nuovi posti di lavoro attraverso lo sviluppo, possibile e realizzabile, delle attività Finanziarie e di quelle nella Logista, Pacchi e Servizi Postali>. La Slp Cisl del Molise è fortemente preoccupata per la gestione della riorganizzazione nonché di tante problematiche ancora non  risolte:<Riteniamo indispensabile che il Governo apra la discussione con i corpi sociali sulla materia e, in generale, del sociale,  – conclude D’Alessandro – superando una sorta di autoreferenzialità dell’azione di governo e della politica. In un clima di conflittualità sociale crescente e a rischio di ulteriore esasperazione, non può che essere un atto di responsabilità riaprire una stagione costruttiva di dialogo e confronto sociale>.

 

 

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