EVENTI – Riportare all’alba la processione del 17 maggio. Adesioni di spicco alla petizione

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VENAFRO – Si segnalano adesioni particolari alla petizione popolare in atto a Venafro per riportare all’alba (h 6,00)  del 17 maggio prossimo la processione con busto, simulacri e reliquie dei Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria, rito col quale si apre il cosiddetto “Mese di San Nicandro”, ossia i 30 giorni di preparazione spirituale al successivo trittico festivo patronale del 16, 17 e 18 giugno.
Tale processione, si ricorda, muove dalla SS. Annunziata, bellissima chiesa barocca del centro storico venafrano dove è custodito tutto quanto riguarda i Santi Martiri della città, raggiunge la Basilica del Santo Patrono e subito dopo la celebrazione religiosa fa ritorno al luogo di partenza. Sottolineato che ogni singola firma in calce alla petizione popolare è importantissima sotto l’aspetto numerico e qualitativo perché il rito del primissimo mattino del 17 maggio -da qualche anno spostato alle h 18,00 della stessa giornata – possa tornare nel proprio solco originario per ritrovarne bellezza, suggestione e significati storici, si segnalano condivisioni di spicco all’iniziativa in itinere, la cui petizione popolare è possibile firmare presso i sigg. Nicandro Biasiello, Benedetto Giannini e Adriano Cimino, nonché ai bar “Fremmete” e “La Dolce Vita”.
Tra i tanti che stanno sottoscrivendo l’invito a tornare alla processione dell’alba, istanza da trasmettere poi a Forania di Venafro e Comitato Festa San Nicandro 20160 perché venga recepita e messa in atto, si segnalano lo storico Franco Valente e la dirigente scolastica Vincenzina Scarabeo Di Lullo, unitamente a molti giovanissimi, e adulti ambosessi. “Sono d’accordissimo a che il rito del 17 maggio con cui si apre il “Mese di San Nicandro” torni ad effettuarsi all’alba come da storia, cultura e fede -spiega l’ex capo d’istituto- in modo da ritrovarne tutta la bellezza e la suggestione iniziali.
Per questo ho firmato convinta la petizione popolare in corso”. Sulla stessa linea l’arch. Franco Valente : “Il rito all’alba del 17 maggio -ricorda lo storico- era unico, particolare e pienamente rispondente alle finalità di una vera processione, che è essenzialmente atto penitenziale. Alle 6 del mattino si svolgeva “la” processione, cioè unica nel suo genere, intensa ed assai significativa. Alle 18 del pomeriggio invece si tiene “una” processione, ossia un rito come tanti, privo di particolarità significative. Per questo auspico che si torni alle 6 dell’alba. Se tanto avverrà, sarà tutto più intenso, più intimo e più bello”.
Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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