SANITA’ – Nuovo comparto ospedaliero di Isernia, Comitato SS. Rosario pronto a inviare i Nas

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ISERNIA – Dopo sei anni di attesa, inaugurato al piano terra dell’Ospedale Veneziale di Isernia, il nuovo comparto operatorio: 1300 mq, due sale operatorie e una Recovery room per interventi di chirurgia generale, senologia, ortopedia, oculistica. Completamente attrezzato, moderno, direttamente collegato con la rianimazione, renderà senza dubbio più efficienti e sicuri gli interventi chirurgici, rispetto al passato. 
Il blocco ospedaliero era previsto già dal lontano 2010 ed oggi, dopo ritardi, errori tecnici e problemi burocratici, diventa finalmente una realtà;  garantirà più sicurezza per gli utenti e più funzionalità per i medici e operatori sanitari, migliorando  così l’offerta sanitaria del servizio pubblico.
Soddisfatto il responsabile del comparto, il primario di rianimazione Antonio Graziano. A ricordare, invece, la storia travagliata di queste sale operatorie è Lucio Pastore, medico e candidato sindaco di Isernia.
Queste sale – racconta – furono costruite nel nuovo blocco ospedaliero dell’emergenza. Tuttavia si dimenticarono di creare un collegamento con i reparti di degenza per cui gli ammalati non potevano arrivare in dette sale. Anche gli ascensori erano troppo piccoli, definiti per puffi, e non permettevano l’inserimento di un letto o una barella per trasportare gli ammalati. Giannantonio Stella fece un mirabile servizio su questo caso sul Corriere della sera. Dopo è stato costruito un corridoio di collegamento con le sale operatorie ed un ascensore per trasportare anche ammalati barellati.
Tuttavia, anche se in funzione – afferma – non sono stati previsti i percorsi sporco-pulito. Per evitare contaminazioni, l’unica zona di transito per il personale sono alcuni locali del Pronto Soccorso. Viene ulteriormente sacrificato questo reparto, che è già strutturalmente zona di passaggio.
Mi chiedo: c’è qualche responsabilità nella gestione di questa vicenda assurda? Lo spreco di danaro pubblico e l’inefficienza strutturale sono da attribuire al caso?”.
Pronti a dare battaglia, intanto, dal Comitato SS. Rosario di Venafro, che da anni denuncia la vulnerabilità sismica del Veneziale di Isernia: “
benché si tratti di un fabbricato “a significativo rischio sismico” inaugurano il nuovo blocco operatorio“, lamenta qualcuno. Tuttavia fanno sapere: “il lavoro continua e anche le denunce. Chiederemo al magistrato – afferma il legale Franco Macerola – di far luce (con nuovo invio dei carabinieri del NAS) sulla assenza degli ascensori porta lettighe presso le nuove sale operatorie del Veneziale di Isernia. Le vecchie-ricorda Macerola- le hanno chiuse proprio in seguito alla visita del NAS su nostra denuncia. Ci sono poi, altre azioni che stiamo avviando. Di sicuro vogliamo ospedali efficienti. Al di là di questo, sembra che qualcosina si muova anche per il SS. Rosario. Non lancio proclami, voglio aspettare – conclude – fatti concreti”.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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