AMBIENTE – Costa, il no alla cementificazione arriva dai cittadini

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MONTENERO DI BISACCIA – La spiaggia di Montenero di Bisaccia a rischio cementificazione: grido di allarme di cittadini e turisti residenti di fronte alle nuove concessioni edilizie che l’Amministrazione Comunale è pronta a concedere, previo parere della commissione urbanistica e ambiente, per la realizzazione di nuovi interventi, ampliamenti e cambio di destinazioni d’uso, a sole poche decine di metri dalla costa.
“Un via libera alla cementificazione di dune, coste e arenili, uno schiaffo all’ambiente, al paesaggio e alla bellezza del nostro mare”, denunciano i cittadini che si sono costituiti in un comitato spontaneo in difesa della spiaggia di Montenero di Bisaccia. Sott’accusa l’Amministrazione Comunale, per il comitato evidentemente sensibile solo a imprenditori intenzionati a sfruttare quanto più possibile un territorio.cementificazione3cementificazione2

I primi interventi di sbancamento, come dimostrano le foto del cantiere allegate, evidenziano l’assoluta impossibilità, anche sotto il profilo idrogeologico, di realizzare nuove unità abitative per le consistenti infiltrazioni di acqua marina che comportano importanti interventi di impermeabilizzazione permanente del suolo e un rischio concreto di stabilità strutturale dei manufatti che si intendono edificare.
“Scelte incomprensibili – attaccano i cittadini, tra i quali ci sono molti proprietari degli immobili giù costruiti nella zona –. Amministratori seri e lungimiranti si preoccuperebbero di tutelare e salvaguardare l’immenso valore del nostro paesaggio, qui invece ci troviamo di fronte a decisioni inaccettabili perché indirizzate a favorire azioni speculative e deleterie per la nostra spiaggia”.
Appare evidente che il turismo, che avrebbe potuto portare benessere, nuove opportunità di lavoro e una promozione del territorio, non sia più tra le priorità sociali, culturali ed economiche degli amministratori locali sempre più orientati a sacrificare le aree litoranee per portare, nella più benevola delle ipotesi, una modesta liquidità alle casse comunali, grazie agli oneri di urbanizzazione.
“La nostra mobilitazione contro questa autentica minaccia: oltre a un problema di pianificazione dell’uso del suolo su scala locale lamentiamo anche una visione decisamente miope sul futuro turistico di queste zone”.
“Non ci fermeremo: pronti a manifestazioni di protesta oltre che iniziative sotto il profilo legale. Vigileremo costantemente senza abbassare mai  la guardia fin quando non verrà posta definitivamente la parola ‘fine’ a questa  disdicevole vicenda”. E la battaglia è solo all’inizio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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