AMBIENTE – Cementificazione sulla costa, la risposta del sindaco ai cittadini

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MONTENERO DI BISACCIA – In merito alle notizie apparse in questi giorni  sugli organi di informazione regionali, il sindaco Nicola Travaglini  e l’assessore all’Urbanistica Domenico Porfido intendono chiarire quanto segue.
“Gli argomenti portati all’attenzione dell’opinione pubblica in questi giorni da un neonato comitato di cittadini in merito a presunte scelte sbagliate che sarebbero state adottate alla Marina di Montenero di Bisaccia – spiegano Travaglini e Porfido – giungono stranamente a brevissima distanza da altri articoli dello stesso tenore fatti pubblicare qualche settimana fa dal consigliere di minoranza Nicola D’Ascanio. Non vogliamo soffermarci su questa strana coincidenza, ma intendiamo invece entrare nel merito delle dichiarazioni rilasciate da alcuni cittadini per dimostrare la chiara parzialità degli stessi.
Nel caso delle preoccupazioni paventate dal comitato dei cittadini, infatti, appare evidente un interesse privato degli stessi in quanto le nuove costruzioni andrebbero, a loro dire, a limitare la vista del mare ad alcune abitazioni che, guarda caso, sorgono proprio a ridosso della zona contestata; l’ipotetico scempio ambientale denunciato, poi, non trova alcuna rispondenza con la realtà, in quanto le dune sono posizionate in altre zone della Costa Verde e le spiagge non risultano intaccate in alcune modo. A dimostrazione di quanto abbiamo appena detto, vi è il fatto che proprio tra le nostre dune sono stati trovati i nidi di Fratino, un uccello che è notoriamente refrattario alle zone poco tranquille.
Le accuse di presunti fini speculativi non ci appartengono; per quanto ci riguarda dobbiamo solo dare attuazione ad un Piano Regolatore che non abbiamo formulato ed approvato noi; il nostro intento è esclusivamente quello di favorire lo sviluppo dell’area attraverso diverse iniziative, come quella di immaginare ad esempio la possibilità di collegare la nostra passeggiata a mare con quella della vicina San Salvo, per creare un’osmosi virtuosa tra il nostro territorio e quello limitrofo, che ospita anch’esso migliaia di turisti ogni anno.
A questo punto, quindi, appare utile e necessario ricostruire l’intera vicenda che riguarda la programmazione e la crescita della Marina di Montenero di Bisaccia, a beneficio dei cittadini di Montenero di Bisaccia e di tutti coloro che non conoscono la Costa Verde, ma anche a beneficio di coloro che hanno dato vita al comitato, in modo che questi ultimi, in particolare, possano scegliere bene i soggetti politici cui affidare le proprie istanze.
La storia della zona a mare, per fortuna, è scritta in documenti ufficiali, dai quali possiamo ricavare notizie interessanti. Il Piano Regolatore Generale, ad esempio, adottato nel dicembre 1997, è stato approvato con deliberazione di Consiglio Regionale n. 181 del 30/04/2002; il relativo Piano di lottizzazione è stato adottato dal Consiglio comunale nel 2003 e ha concluso il suo iter di approvazione in Giunta regionale con deliberazione n. 584 del 26/04/2004. Il 19 dicembre 2006 è stata sottoscritta la convenzione urbanistica n. 599, di cui si parla oggi, tra i lottizzanti proprietari dei terreni e il Comune; successivamente nel 2009 interviene il Piano Casa approvato dalla Regione Molise e nel 2012, la stessa ditta, in forza di tale norma, ha richiesto un aumento volumetrico per finalità turistiche a fronte dei seguenti impegni: realizzare, sempre nella zona a mare, impianti sportivi sul suolo comunale; cedere, come già formalizzato, un’area di proprietà della ditta stessa da utilizzare per la costruzione di una chiesa; cedere alcuni locali a beneficio del comune di Montenero.
Una procedura normale, pienamente compatibile con le normative vigenti e con le caratteristiche del territorio, che nessun ente sovraordinato ha mai contestato; segno evidente, questo, che la natura degli atti posti in essere non inficiano in alcun modo lo sviluppo sostenibile della Marina di Montenero di Bisaccia. La ditta in questione ha chiesto tempo addietro di poter attuare quanto concordato con la richiamata convenzione del 2006, per cui oggi, a noi, o meglio alla struttura tecnica, non è possibile negare il rilascio dei permessi, poiché, si esporrebbe il Comune di Montenero ad una richiesta di risarcimento danni che sarebbe ricaduta esclusivamente sulle tasche dei cittadini monteneresi, compresi quelli che oggi si indignano per fini personali.
Per quanto riguarda le scelte di sviluppo della Costa Verde, inoltre, vale la pena ricordare che la volontà di ubicare il porto nella sua attuale collocazione fu oggetto di una contestazione da parte dell’allora consigliere di opposizione Domenico Porfido, in accordo con il nostro gruppo di minoranza di quel periodo; Porfido fece una proposta pubblica di spostare il porto nei tenimenti di Sarni, perché la sua attuale collocazione si riteneva potesse risultare limitativa delle spiagge e di tutto il resto: ebbene, molti testimoni affermano che tale proposta raccolse diverse condivisioni, ma in una riunione dell’allora maggioranza che, se non ricordiamo male, si tenne nel 2001 con il sindaco D’Ascenzo, si apprese che Nicolino D’Ascanio impose la sua scelta: il porto doveva rimanere là dove era stato immaginato, semplicemente perché la proposta di spostarlo era venuta da Domenico Porfido.
E’ ulteriormente utile ricordare, ancora, che la passeggiata a mare cha ha inaugurato D’Ascanio (nella foto), lascia un lotto sulla spiaggia e sorge a pochissimi metri dal mare; la parte di passeggiata che si contesta oggi, invece, non lascia lotti sulla spiaggia ed ha una distanza dal mare notevolmente superiore a quella precedente.
A questo punto avrete capito da chi deriva la famigerata “cementificazione selvaggia” della Costa Verde e qual è il livello di certi nostri oppositori di oggi.
Sempre la storia ci ricorda che la variante al Piano regolatore adottato dal comune di Montenero di Bisaccia nel 1997, che ha generato la scelta di costruire il porto, è stata approvata definitivamente, come abbiamo detto in precedenza, con deliberazione di consiglio Regionale n. 181 del 30/04/2002; quindi, ricapitolando, il tutto è partito con deliberazione di Consiglio comunale n. 99 del 19/12/1997.
Questo per dire che tutti gli atti e le lottizzazioni che sono intervenute successivamente nella sottozona a mare C 11, sono figlie di scelte che sono state attuate fino al 2006, quando è intervenuta la convenzione su quel tratto di lotto edificabile di cui tanto si parla oggi.
Questa Amministrazione, in sintesi, subisce quanto è stato fatto dalle precedenti Amministrazioni, le quali erano purtroppo pilotate e governate pienamente da Nicolino D’Ascanio, che imponeva le sue volontà a scapito di chi vi si poneva contro”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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